Politica | 08 ottobre 2026, 18:59

Sicurezza in Valle, confronto in Consiglio su dati, prevenzione e videosorveglianza

Sicurezza in Valle, confronto in Consiglio su dati, prevenzione e videosorveglianza

“L’obiettivo deve essere prevenire, non arrivare dopo a mettere una pezza”. È la richiesta formulata dal vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Tuccari, durante il confronto sulla sicurezza in Valle d’Aosta nella seduta del Consiglio regionale di oggi, giovedì 8 ottobre. Assieme al collega Aldo Domanico (entrambi nella foto sotto), il vicecapogruppo ha presentato due interpellanze, dedicate al monitoraggio della criminalità e alle politiche di prevenzione, chiedendo dati aggiornati, un coordinamento degli interventi e strumenti per verificarne i risultati.

Tuccari ha richiamato i dati del Bilancio sociale 2025 della Procura di Aosta, secondo i quali i reati denunciati in Valle d’Aosta sono passati da 3.378 nel 2024 a 3.915 nel 2025, con un aumento di circa il 16%, in particolare per le truffe informatiche e i reati legati agli stupefacenti, oltre a un crescente coinvolgimento dei giovani.

“Chiediamo se l’Amministrazione disponga di una lettura territoriale idonea a evidenziare eventuali aree più critiche e quali iniziative intenda assumere per migliorare l’analisi dei fenomeni e la sicurezza del territorio”, ha dichiarato.

Il presidente della Giunta, Renzo Testolin, ha risposto che non sono ancora disponibili dati consolidati e ufficiali sul primo semestre del 2026, spiegando che le statistiche comparabili arrivano con un ritardo di almeno uno o due anni. Ha citato il rapporto del Sole 24 Ore pubblicato nel novembre 2025, basato sui dati del Ministero dell’Interno relativi al 2024, che colloca il territorio valdostano al 76esimo posto su 106 province nell’indice di criminalità. Testolin ha inoltre riferito che non esiste una vera e propria mappatura delle aree in cui si concentrano i fenomeni criminali, la cui distribuzione può essere influenzata dalla stagionalità, dalle attività ricettive e di svago, dagli eventi e dal pendolarismo criminale. Nell’immediato, ha spiegato, le autorità competenti agiscono sulla base delle segnalazioni e delle denunce, con un lavoro che richiede la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e cittadini.

Nella replica, Tuccari ha insistito sulla necessità di dare risposte alle preoccupazioni della popolazione: “Dobbiamo mettere i cittadini nelle condizioni di vivere serenamente la nostra città. I problemi non scompaiono semplicemente perché si sceglie di non vederli: questa è miopia politica. La sicurezza non si garantisce dicendo che tutto va bene, ma mettendo in campo tutto ciò che è necessario per assicurarla”.

Il consigliere ha chiamato in causa anche l’Amministrazione comunale del capoluogo: “E qui ci rivolgiamo al sindaco di Aosta e alla sua vice: come si può rassicurare i cittadini sulla sicurezza quando ci vengono segnalate strade lasciate al buio? Anche l’illuminazione è un elemento fondamentale per garantire sicurezza e tranquillità”. Pur apprezzando la sensibilità del presidente della Giunta, Tuccari ha sottolineato che il numero delle iniziative consiliari sull’argomento testimonia quanto il tema sia sentito. “Chiediamo di disporre di statistiche e di dati proprio per poter intervenire in modo tempestivo, senza dover inseguire il fenomeno quando si è già manifestato: l’obiettivo deve essere prevenire, non arrivare dopo a mettere una pezza”.

Sulle politiche di prevenzione è intervenuto il consigliere Domanico, che ha ricordato come “il Dossier Viminale 2026 individua nella prevenzione e nella sicurezza urbana componenti strutturali delle politiche di sicurezza” e come negli ultimi anni siano state destinate risorse nazionali ai progetti degli enti locali per la sicurezza urbana e la videosorveglianza. Domanico ha quindi chiesto se la Regione disponga di una ricognizione dei progetti regionali, comunali e interistituzionali attivi, quali indicatori utilizzi per valutarne l’efficacia, quante risorse statali siano state ottenute dagli enti locali valdostani nel triennio 2024-2026 e a che punto sia la messa in rete delle telecamere.

Testolin ha precisato che non è attualmente operativa una linea di finanziamento regionale specifica per la videosorveglianza, mentre quasi tutti gli enti locali valdostani dispongono di impianti funzionanti. Ha evidenziato la difficoltà di individuare un indicatore univoco della loro efficacia, considerata la duplice funzione di deterrenza e di supporto alle indagini su fatti già avvenuti.

Per i contributi statali, il dato certo riguarda il 2024; due dei quattro progetti presentati hanno ottenuto complessivamente circa 336.500 euro, dei quali circa 250.000 destinati all’Unité des Communes Grand Combin e circa 86.500 al progetto dei Comuni di Verrayes e Saint-Denis. Sono invece in corso le istruttorie per i progetti 2025 di Cogne, Issime e Jovençan.

Il presidente ha spiegato che i bassi livelli di criminalità della Valle d’Aosta incidono sui punteggi delle graduatorie e che, per questo, è stata suggerita agli enti locali la presentazione di progetti condivisi tra più Comuni. Quanto alla messa in rete, alcuni impianti consentono già un collegamento diretto con le Forze dell’ordine, mentre altri sono predisposti per successive integrazioni.

“È un’ottima cosa puntare su progetti che coinvolgano più Comuni; con meno risorse si riesce a coprire un territorio più vasto”, ha osservato Domanico nella replica. “È vero che la Valle d’Aosta presenta un indice di criminalità più basso, ma, visti anche gli ultimi episodi, ci auguriamo che possa rimanere tale”. Il consigliere ha infine chiesto che agli interventi corrisponda una valutazione concreta della loro efficacia: “Nessuno mette in discussione l’impegno dell’Amministrazione, ma una vera politica di sicurezza deve avere tre requisiti; un coordinamento efficace, obiettivi misurabili e una verifica dei risultati”.

pa.ga.