Il collegio uninominale della Valle d’Aosta resta, ma i voti espressi dagli elettori valdostani entreranno anche nei conteggi nazionali delle liste proporzionali e dell’eventuale premio di maggioranza. È questo il cambiamento al centro delle critiche del deputato Franco Manes che, in una nota diffusa oggi, giovedì 8 ottobre, interviene sull’approvazione della nuova legge elettorale alla Camera.
Secondo il parlamentare valdostano, la riforma modifica un principio che nelle prime versioni del testo era stato mantenuto, introducendo un meccanismo destinato a incidere sul rapporto tra partiti nazionali e movimenti autonomisti. "Non abbiamo mai chiesto di imporre all’Italia il modello valdostano – afferma Manes –. Abbiamo chiesto che la maggioranza potesse scegliere il sistema ritenuto migliore per garantire governabilità e stabilità, nel rispetto però della Costituzione, degli Statuti speciali e della particolarità della Valle d’Aosta".
Per il deputato, la tutela della rappresentanza valdostana avrebbe dovuto accompagnare la ricerca di una maggiore stabilità politica nazionale: "La specificità valdostana non è un privilegio, ma una previsione statutaria. Governabilità e rispetto delle autonomie potevano e dovevano stare insieme. Con questa legge, così non sarà".
Manes sostiene che il nuovo sistema rischia di creare "nuove disuguaglianze tra valdostani", aprendo un "conflitto asimmetrico fra i partiti nazionali e i movimenti autonomisti". La possibilità di contribuire, con il proprio voto, anche al risultato nazionale potrebbe infatti, nella sua lettura, orientare una parte degli elettori verso le forze politiche nazionali, a scapito della rappresentanza autonomista.
"L’elettore valdostano, almeno quello ideologizzato, può essere indotto a dare il proprio voto a una forza nazionale sapendo così di pesare di più nel quadro complessivo e, allo stesso tempo, insidiare e indebolire lo spirito autonomista che da sempre anima le scelte dei valdostani", osserva il parlamentare.
La contestazione riguarda anche l’efficacia della riforma rispetto all’obiettivo dichiarato della governabilità: "Con questa riforma si sacrifica l’Autonomia in nome della governabilità, ma non si assicura neppure che qualcuno vinca", afferma Manes, richiamando inoltre i ricorsi giudiziari che, secondo quanto riportato nella sua nota, sono già stati annunciati. Il rischio prospettato dal deputato è quello di una legge elettorale "ancora più fragile", che potrebbe riportare il Paese "alla stagione del proporzionale, senza la certezza che si potrà fare un Governo".


pa.ga.



