Messaggi affettuosi, visite a casa e pranzi a Palermo; gli atti della Procura ricostruiscono - dandone una precisa interpretazione vibratamente contestata dalla difesa - la confidenza tra l’ex vicepresidente della Regione siciliana e l'ex ad di Cva, Giuseppe Argirò, gli incontri con Marco Malacarne e il ruolo di collegamento dell'avvocato Pierluigi Matta (nella foto sotto mentre si accinge a raggiungere Armao in ufficio), nonchè di un collega consulente di Cva che al momento non risulta indagato.
"Con sua moglie… siamo amici, usciamo insieme": è Gaetano Armao a descrivere così il rapporto con Giuseppe Argirò in una conversazione con l’avvocato Pierluigi Matta intercettata dalla Squadra Mobile il 17 aprile 2026. L’ex vicepresidente della Regione siciliana racconta di aver ricevuto a casa la visita dell’allora amministratore delegato del gruppo Cva e della consorte; nella ricostruzione della Procura di Palermo, l’incontro si sarebbe svolto nella sua abitazione romana.
È uno dei passaggi che mostrano la dimensione personale delle relazioni finite nell’inchiesta sulle presunte irregolarità nelle autorizzazioni ambientali degli impianti del gruppo valdostano in Sicilia. Le carte descrivono messaggi confidenziali, appuntamenti concordati direttamente e incontri conviviali ai quali partecipa anche il direttore di Cva Eos, l'aostano Marco Malacarne Gentile. Elementi che gli inquirenti inseriscono nella ricostruzione del presunto accordo corruttivo, ma la cui rilevanza penale dovrà essere accertata: la frequentazione personale, da sola, non dimostra un illecito.
Il rapporto più esplicitamente amichevole documentato dagli atti è quello tra Armao e Argirò. Già nel settembre 2025 i due si scrivono per organizzare un incontro, cercando una data compatibile con i rispettivi spostamenti. "Caro Giuseppe, Ti ricordo le due date per Roma o Milano (25.9?) o Torino (13.10). Un abbraccio", scrive Armao l’11 settembre.
Il giorno successivo Argirò risponde e aggiunge un messaggio che entra nella sfera personale: "Ti chiedo di dare un grande abbraccio di cuore a (omissis). Tutto si risolve (...)". Il passaggio riportato negli atti non chiarisce quale situazione abbia motivato quelle parole, ma documenta un’attenzione che supera la semplice programmazione di un appuntamento professionale.
Nei giorni successivi il confronto torna sulle agende; "Il 25 a Milano va benissimo", scrive Argirò il 16 settembre, per poi chiedere: "Ora pranzo?". Armao propone il giorno precedente, alle 13,30. Che un incontro a Milano sia effettivamente avvenuto emerge da una successiva conversazione con Matta; il 6 ottobre Armao racconta di essere stato da Argirò, accompagnato da un’altra persona della quale non ricorda con precisione il nome. Due giorni dopo, l’8 ottobre, la confidenza si ritrova nell’apertura di una telefonata. "Ciao caro, disturbo?", domanda Argirò."Mai! Come stai, amico mio?", risponde Armao, che poco dopo ribadisce: "Non mi disturbi mai".
Il motivo della chiamata è professionale; Argirò vuole organizzare un incontro con Carmelo Frittitta, nuovo dirigente generale del Dipartimento dell’Energia della Regione siciliana, per fare il punto sui progetti del gruppo. "Volevo venire giù con i miei per fare un po’ il punto della situazione delle varie cose nostre…mi puoi dare tu una mano a fissare?", chiede. Armao gli suggerisce di inviare una richiesta formale e di girargliela: "Poi mi mandi uno screenshot e poi vedo io, va bene".
Per gli inquirenti, questi dialoghi documentano sia il tono amichevole del rapporto sia la disponibilità di Armao a intervenire presso gli uffici regionali nell’interesse dell’azienda Cva (circostanza che, in questi termini, non rappresenta un reato). Anche Malacarne partecipa agli incontri diretti con l’ex vicepresidente siciliano; il 17 novembre 2025 è a pranzo al ristorante Acquario di Palermo insieme ad Argirò, Armao e Marcello Vernola, componente della Commissione tecnica specialistica, l’organismo regionale incaricato delle valutazioni ambientali e allora presieduto da Armao.
La conversazione registrata passa da argomenti generali alle pratiche degli impianti. Armao chiede informazioni sugli adempimenti alle prescrizioni ambientali e, rivolgendosi a Vernola, afferma: "Ora ti prendi l’incarico di Cva! […] Così facciamo le cose per bene". La Procura interpreta questo passaggio come l’anticipazione di un affidamento delle pratiche al commissario presente al tavolo, al di fuori dei criteri che avrebbero dovuto regolare le assegnazioni. Terminato il pranzo, secondo quanto documentato dagli investigatori, Armao accompagna Malacarne con la propria automobile all’assessorato regionale dell’Energia, entrando nell’edificio insieme a lui e allontanandosi pochi minuti dopo.
Chi e a chi ha detto 'socio'? La difesa di Argirò chiede l’audio
Un secondo pranzo viene monitorato il 23 febbraio 2026, al ristorante Sapurito di Palermo. Al tavolo siedono ancora Armao, Argirò e Malacarne, questa volta con l’ingegnere Salvatore Bendici. Si parla dei progetti, delle autorizzazioni attese e della necessità di avviare i cantieri. È in questa occasione che Argirò, rispondendo alla richiesta di Armao di ricevere un elenco delle pratiche, afferma: "Abbiamo dato al suo socio…". Secondo la lettura degli inquirenti, il riferimento è a Matta. Armao invita a trasmettere la documentazione a Bendici, spiegando che Pierluigi quel giorno è a Roma. Il termine "socio" sarebbe dunque quello impiegato nella conversazione, senza che il passaggio dimostri, da solo, l’esistenza di un rapporto societario formale tra i due avvocati. Gli stessi trascrittori dell'intercettazione evidenziano che non si comprende a chi si riferisca Argirò quando parla di 'socio', anche se gli investigatori danno la loro interpretazione, contestata dall'avvocato Sabrina Franzone che assiste l'ex vertice di Cva: "Argirò dava apertamente e chiaramente del 'tu' ad Armao, come dimostrano decine e decine di intercettazioni. Non si sarebbe mai rivolto a lui dandogli del 'lei'; gli stessi operanti che hanno trascritto l'intercettazione non sanno individuare chi sia il 'socio' al quale Argirò si riferisca e se realmente stia dando del 'lei' a qualcuno o si stia invece riferendo a qualcuno non presente a quel tavolo". Con un’istanza urgente datata 6 ottobre e indirizzata alla giudice per le indagini preliminari di Palermo, Giuseppa Zampino, l’avvocato Franzone ha chiesto che venga resa immediatamente disponibile la registrazione originale del pranzo al ristorante Sapurito.
Nell’atto la legale precisa che Argirò "contesta in modo assoluto di avere pronunciato l’espressione 'socio' riportata nel brogliaccio" e nega di avere avuto conoscenza di qualsiasi accordo corruttivo. La questione posta dalla difesa è dunque preliminare all’interpretazione attribuita dagli investigatori alla frase, ovvero verificare se quella parola sia stata effettivamente pronunciata e, in caso positivo, da chi. Franzone nell'atto richiama la stessa annotazione della polizia giudiziaria, che nel segmento contestato segnala la sovrapposizione delle voci di Argirò e Malacarne e alcuni passaggi incomprensibili. A questo ribadisce il sopracitato argomento linguistico, cioè il fatto che nelle comunicazioni documentate Argirò dà abitualmente del 'tu' ad Armao e, secondo la difesa, se si fosse rivolto a lui avrebbe utilizzato l’espressione 'tuo socio', anziché 'suo socio'.
L’istanza chiede di poter ascoltare e ottenere copia dell’audio, comprendendo almeno cinque minuti prima e cinque minuti dopo il passaggio, per esaminare anche il contesto della conversazione. La difesa intende avvalersi di un consulente tecnico di fonica forense, chiamato a verificare l’intelligibilità della registrazione e l’attribuzione della parola attraverso un’analisi delle voci.
La richiesta riguarda anche la presunta mancata reazione di Armao, valorizzata dalla Procura; secondo Franzone, pause, esitazioni e variazioni di tono potrebbero restituire elementi che la sola trascrizione non consente di cogliere. L’urgenza è motivata dall’interrogatorio preventivo di Argirò, fissato per il 12 ottobre, prima della decisione sulle misure cautelari richieste dall’accusa. Si tratta di una richiesta di accesso e verifica tecnica della registrazione, il cui esito non è ancora disponibile.
Tra Malacarne e Armao solo contatti di lavoro
Per Malacarne, gli episodi documentano una frequentazione diretta di Armao ma nel solocontesto degli interessi aziendali; nei passaggi citati non emergono invece riferimenti alla vita familiare o dichiarazioni di amicizia analoghe a quelle che caratterizzano il rapporto con Argirò.
Matta occupa una posizione di collegamento tra questi contatti; con Armao condivide incontri, telefonate e discussioni sulle attività da svolgere, ma anche momenti della quotidianità e un rapporto che si potrebbe definire di 'mutuo aiuto'. Il 6 ottobre 2025, per esempio, i due viaggiano nell’automobile di Matta insieme alla figlia di Armao, che accompagnano a scuola prima di proseguire verso un appuntamento dell’ex vicepresidente.
Con Malacarne, invece, il rapporto documentato passa anche dalla gestione della consulenza affidatagli da Cva Eos. Il 5 novembre 2025 il dirigente gli comunica la volontà di rinnovare la collaborazione: "Ci ha supportato nel corso […] di questo anno", osserva, aggiungendo che all’azienda farebbe piacere proseguirla. Matta risponde di essere "onorato" e conferma di voler mantenere le condizioni già concordate. Per la Procura, quel contratto sarebbe stato lo strumento attraverso il quale remunerare indirettamente Armao; è una delle ipotesi accusatorie centrali dell’indagine. Nella stessa telefonata Malacarne coordina gli appuntamenti della trasferta palermitana di Argirò, cercando di concentrare nella giornata del 17 novembre gli incontri con Armao, l’assessore all’Energia e il dirigente generale Frittitta, oltre al pranzo.
Il quadro restituito dagli atti è quindi composto da relazioni diverse; un’amicizia dichiarata tra Armao e Argirò, incontri diretti con Malacarne nei quali convivialità e questioni aziendali si intrecciano, una stretta interlocuzione tra Armao e Matta e un rapporto soprattutto operativo tra quest’ultimo e un altro avvocato consulente di Cva. Alla magistratura il compito di stabilire se e in quale misura questi legami abbiano assunto il significato illecito attribuito loro dagli investigatori.


patrizio gabetti



