Le condizioni della neve e del tempo nella giornata della tragedia verificatasi il 10 aprile 2023 e le parole riferite dalla guida alpina e istruttore Matteo Giglio subito dopo il soccorso sono state al centro della nuova udienza celebrata oggi, martedì 6 ottobre, al Tribunale di Aosta. Al termine delle deposizioni, il giudice monocratico Marco Tornatore ha indicato l’obiettivo di arrivare a sentenza entro la metà di dicembre, rinviando il processo al 27 ottobre per l’audizione di un ulteriore testimone.
Assistito da Federico Parini, avvocato del foro aostano, Giglio - guida alpina e istruttore - è imputato per omicidio colposo plurimo per la valanga del 13 aprile 2023 nei pressi del colle della Tsanteleina, in territorio francese, a poca distanza dall’alta val di Rhêmes. Nell’incidente morirono i tre aspiranti guide alpine Sandro Dublanc, 43 anni, maestro di sci di Champorcher, Elia Meta, 36 anni, finanziere del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entrèves, e Lorenzo Holzknecht, 38 anni, campione di scialpinismo valtellinese. Giglio fu l’unico sopravvissuto.
Il primo teste ascoltato oggi, una guida alpina che nella giornata dell’incidente accompagnava due clienti di livello medio-basso in un’escursione scialpinistica a Punta Paletta, ha riferito di non aver riscontrato particolari problematiche nivologiche lungo il percorso affrontato. Secondo la sua ricostruzione, al mattino il cielo era sereno, seguito da un modesto aumento della nuvolosità. Intorno alle 14,30, arrivato al colle di Punta Paletta, aveva visto in volo l’elicottero Sierra Alfa 1, mentre il cielo cominciava ad annuvolarsi.
Un secondo testimone ha ricostruito l’arrivo di Giglio all’aeroporto di Aosta dopo il recupero. Quel giorno si trovava in Protezione civile e, intorno alle 16,30, aveva assistito all’atterraggio dell’elicottero Sierra Alfa 3 con a bordo la guida alpina, unico superstite della tragedia; ad attenderlo erano presenti un’ambulanza e un medico. Stando alla deposizione, Giglio aveva indicato al soccorritore il luogo dell’incidente e raccontato che, insieme agli allievi, aveva valutato come pericoloso il versante destro, decidendo quindi di scendere dalla parte sinistra. Il testimone ha inoltre riferito una frase pronunciata dall’imputato ai soccorritori: “Tutto era gestibilissimo”.
La terza deposizione è stata quella della guida alpina che gestisce il rifugio Benevolo e che il giorno della tragedia si trovava nella struttura; anche questo teste ha descritto condizioni favorevoli alle escursioni nella zona del rifugio; temperature basse, neve fredda e cielo sereno al mattino, senza particolari difficoltà riscontrate. Sul balcone del Benevolo, quel giorno, erano presenti circa quattro centimetri di neve. Nella notte avevano pernottato al rifugio tra le 55 e le 60 persone, alle quali si erano aggiunti altri gruppi di scialpinisti arrivati in giornata. Secondo quanto riferito in aula, tutti gli ospiti erano usciti regolarmente, almeno per affrontare gli itinerari classici della zona.


pa.ga.



