Cronaca | 05 ottobre 2026, 13:46

Fentanyl, inchiesta su circa 5.000 dosi; perquisizioni al 'Parini' e nell’abitazione di un medico

La Procura di Aosta indaga su presunte prescrizioni irregolari a familiari e amici, la Usl collabora da mesi con la polizia. La vicenda riporta l’attenzione sulle dipendenze in Valle, dove il crack rappresenta già una criticità documentata

Fentanyl, inchiesta su circa 5.000 dosi; perquisizioni al 'Parini' e nell’abitazione di un medico

Circa cinquemila dosi di fentanyl sono al centro di un’indagine della Procura di Aosta che nella mattinata di oggi, lunedì 5 ottobre, ha portato la polizia a perquisire l’ufficio di un medico all’ospedale 'Umberto Parini' e la sua abitazione. Il professionista avrebbe prescritto il potente oppioide a familiari e amici attraverso un presunto giro di ricette irregolari; gli accertamenti sono ancora nella fase iniziale e gli inquirenti mantengono il riserbo. L’operazione ha impegnato gli agenti della Squadra mobile e della Polizia scientifica, concentrati sul reparto nel quale lavora il medico coinvolto

L’Azienda Usl conferma che il rapporto con gli investigatori prosegue da tempo; il direttore generale pro tempore, Mauro Occhi, interpellato dall’Ansa ha preferito non entrare nel merito dell’inchiesta, ribadendo la fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine e spiegando che l’azienda collabora strettamente con la polizia da mesi. Restano da chiarire le circostanze delle prescrizioni e la destinazione delle dosi contestate; le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel procedimento.

L’indagine si inserisce in un quadro di attenzione crescente alle dipendenze in Valle d’Aosta. Per il crack, sono 57 le persone seguite nei primi mesi del 2026, delle quali 13 nuove utenti, nello stesso periodo risultano in carico 218 persone per l’eroina e 103 per la cocaina. Numeri che descrivono la parte del fenomeno intercettata dai servizi sanitari, senza misurare l’intero consumo sul territorio.

Sul fentanyl, il primo sequestro reso noto in Valle risale invece a marzo; la Squadra mobile aveva trovato quattro pasticche nell’abitazione di un cinquantenne, insieme a oltre un etto di hashish e circa diecimila euro in contanti. L’operazione aveva segnato un primo riscontro investigativo della presenza della sostanza fuori dai normali percorsi terapeutici.

Occorre però distinguere la diffusione del crack dalle informazioni finora disponibili sul fentanyl. A marzo il direttore del Servizio per le dipendenze, Gerardo Di Carlo, aveva indicato nel crack e nell’eroina le sostanze di maggiore allarme. A luglio l’Usl aveva comunicato un solo paziente preso in carico per problematiche correlate al fentanyl e alcune positività sporadiche, riferite a utilizzi occasionali. Le fonti consultate non riportano una dichiarazione delle forze dell’ordine che quantifichi come “abnorme” il consumo di entrambe le sostanze negli ultimi mesi.

Le circa cinquemila dosi oggetto dell’inchiesta rappresentano quindi un elemento rilevante, ma non possono essere automaticamente considerate altrettante dosi consumate illegalmente o una misura della diffusione regionale. L’accertamento sulle prescrizioni dovrà chiarire proprio questo passaggio.

Il fentanyl è un oppioide sintetico impiegato in medicina come anestetico e analgesico; l’uso improprio può provocare dipendenza e una grave depressione respiratoria, fino all’overdose. È questo rischio a rendere centrale il controllo sulla prescrizione e sulla circolazione del farmaco.

pa.ga.