Dopo l'arresto e il rapido mio rilascio, voglio raccontare la mia versione di quanto accaduto. Voglio prima di tutto ringraziare il mio avvocato, Alessio Iannone, che mi conosce davvero, mi ha seguito con determinazione e ha saputo cogliere l’aspetto umano delle mie traversie, prima ancora di quello giudiziario.
Nei giorni scorsi, com'è stato scritto su questa testata, sono stato arrestato con l’accusa di spaccio e il giorno successivo sono stato scarcerato. Avevo con me oltre 70 grammi di hashish, acquistati a un prezzo conveniente e destinati interamente al mio consumo personale; non avevo intenzione di venderli a nessuno.
Dal 1993 convivo con le conseguenze di un incidente avvenuto ad Aosta, nel quale un’altra persona perse la vita. Io mi salvai, ma da allora ho un braccio paralizzato e questa è una condizione che ha cambiato la mia vita. Da molti anni fumo hashish e marijuana, mi aiutano a distendermi e a non restare continuamente assorbito dal ricordo di ciò che è accaduto e di come la mia esistenza abbia preso una strada diversa da quella che immaginavo. Le persone che mi conoscono, le istituzioni alle quale mi rapporto, sanno che ne faccio uso. Non nego di aver avuto con me quella sostanza quando mi hanno fermato i carabinieri, ma respingo l’idea di essere uno spacciatore che vende droga per guadagno. Ho le mie difficoltà e mi assumo la responsabilità delle mie scelte, ma vorrei che la mia storia fosse conosciuta, prima di essere giudicato soltanto per ragioni 'giudiziarie'.



Loris Pepe



