Realizzato dal Consorzio della Bonifica Burana in meno di due anni, l’impianto è destinato a rafforzare la sicurezza idraulica del bacino Burana-Volano, tra le province di Modena, Mantova e Ferrara. L’intervento, del valore di 68,2 milioni di euro, è stato finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con il contributo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Regione Emilia-Romagna.
Il territorio interessato supera i 3.000 chilometri quadrati, pari a oltre 300 mila ettari. Cavaliera dispone di dodici pompe e, insieme al vicino impianto Pilastresi, può raggiungere una capacità complessiva di scolo di 110 metri cubi d’acqua al secondo in caso di piena. Secondo i dati diffusi per l’inaugurazione, i beneficiari diretti sono circa 335 mila, mentre la popolazione interessata anche indirettamente supera il milione di persone.
Per la delegazione valdostana, Cavaliera rappresenta un esempio della capacità dei consorzi di essere protagonisti e volani resilienti di un'Italia attenta ai cambiamenti climatici, capaci di realizzare opere di prevenzione in risposta a fenomeni meteorologici sempre più intensi. Il contesto territoriale della Valle d’Aosta è diverso da quello della pianura emiliana, ma il tema riguarda anche la montagna; programmare gli interventi, mantenere efficienti le infrastrutture idriche e intervenire prima che gli eventi estremi producano danni costosi quando non irreparabili.
