Economia | 21 settembre 2026, 11:55

Scuola; assistenza sanitaria integrativa, la Flc Cgil chiede garanzie e trasparenza

Il sindacato sollecita la pubblicazione delle condizioni della futura copertura regionale; 'i 120 euro annunciati sono un punto di partenza, non una prestazione già garantita'

Scuola; assistenza sanitaria integrativa, la Flc Cgil chiede garanzie e trasparenza

La Flc Cgil Valle d’Aosta chiede chiarezza sul futuro sistema di assistenza sanitaria integrativa destinato al personale scolastico regionale. Il sindacato esprime preoccupazione per l’assenza, al momento, di un accordo scritto e sollecita un percorso trasparente, accompagnato da garanzie concrete e dal pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori.

A livello nazionale, il ministero ha attivato attraverso UniSalute una polizza sanitaria ad adesione volontaria, con iscrizioni aperte dal 10 al 20 settembre e una copertura prevista dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. La misura, tuttavia, non si applica automaticamente al personale scolastico valdostano, per effetto dell’autonomia contrattuale regionale. La Flc Cgil nazionale non ha sottoscritto l’intesa, contestando sia l’impiego di risorse sottratte alle attività scolastiche sia l’assenza di una reale contrattazione preventiva.

Durante l’incontro del 15 settembre alla Sovraintendenza agli Studi è emerso l’orientamento a inserire il personale della scuola nel futuro sistema di assistenza sanitaria integrativa del Comparto unico regionale, finanziandolo con risorse aggiuntive del bilancio della Regione. Secondo quanto prospettato, un eventuale accordo non dovrebbe però arrivare prima di dicembre.

La Flc Cgil valdostana valuta positivamente la possibilità di ricorrere a fondi aggiuntivi, senza gravare sul bilancio scolastico, ma osserva che mentre nel resto d’Italia il personale è già chiamato a scegliere se aderire a una copertura definita, in Valle d’Aosta non sono ancora disponibili un accordo, un capitolato e un quadro certo delle prestazioni. Il finanziamento annunciato dalla Regione sarebbe pari a circa 120 euro all’anno per ciascuna lavoratrice o lavoratore e riguarderebbe una platea di circa ottomila persone, per una disponibilità complessiva stimata in 960 mila euro annui. Per il sindacato, tuttavia, lo stanziamento non equivale automaticamente a una copertura sanitaria adeguata: occorre conoscere nel dettaglio prestazioni, massimali, franchigie, scoperti, esclusioni, tempi di rimborso e rete delle strutture convenzionate.

Prima della conclusione dell’accordo, la Flc Cgil chiede quindi che siano resi pubblici il capitolato, le condizioni della copertura, le modalità di accesso e rimborso, il trattamento delle patologie pregresse, i costi per l’eventuale estensione ai familiari e i criteri utilizzati per individuare il soggetto gestore o assicurativo.

Il sindacato precisa di non essere contrario agli strumenti di assistenza sanitaria integrativa, purché rimangano aggiuntivi e non sostitutivi del Servizio sanitario pubblico. I 120 euro annui potrebbero essere utili per prestazioni come quelle dentistiche e oculistiche, ma non dovrebbero diventare una giustificazione per considerare inevitabili le liste d’attesa e le carenze di personale nella sanità pubblica.

La Flc Cgil chiede inoltre che sia garantita la libertà di scelta, escludendo adesioni automatiche senza un’informazione completa e un consenso consapevole. Le risorse pubbliche, sostiene l’organizzazione sindacale, dovranno produrre un beneficio concreto per il personale e consentire la più ampia possibilità di scelta delle strutture sanitarie.

"L’autonomia speciale dovrebbe consentirci di dare risposte migliori e più tempestive e non produrre ritardi", conclude la Flc Cgil VdA, che continuerà a seguire la trattativa ribadendo come i 120 euro annunciati rappresentino, per ora, soltanto un punto di partenza e non una prestazione sanitaria già garantita.

pa.ga.