La Targa d’argento del Premio internazionale di solidarietà alpina torna in Valle d’Aosta dopo 36 anni. A riceverla questa mattina, sabato 19 settembre, al Paladolomiti di Pinzolo, è stato Adriano Favre, guida alpina di Ayas ed ex direttore del Soccorso alpino valdostano-Sav, figura di riferimento a livello nazionale nel campo degli interventi in montagna.
Favre, al quale è stata assegnata la 55esima edizione del riconoscimento, ha dedicato oltre cinquant’anni della propria vita alla montagna e al soccorso, distinguendosi per esperienza, preparazione tecnica e impegno nella formazione, in particolare nell’addestramento e nell’impiego dei cani da valanga. Nel ricevere il premio, la guida valdostana ha rivolto un pensiero anche alle famiglie dei soccorritori, che attendono il loro ritorno mentre sono impegnati in missioni spesso difficili e rischiose per prestare aiuto a persone in pericolo.
La candidatura di Favre era stata presentata al Comitato organizzatore da Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, che durante la cerimonia si è congratulato con il premiato e ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di dare visibilità all’impegno di quanti mettono le proprie competenze al servizio degli altri. La Direzione nazionale del Corpo si era riunita venerdì a Pinzolo e ha quindi partecipato al completo alla premiazione.
Per ritrovare un valdostano nell’albo d’oro della manifestazione bisogna risalire al 1990, quando la Targa d’argento venne attribuita a Pietro Bassi, medico di Courmayeur e tra i pionieri del servizio di soccorso in montagna.
La cerimonia è stata segnata anche dalla consegna della Medaglia d’oro alla memoria di Luca Sinigallia, l’alpinista esperto morto nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan. Sinigallia perse la vita dopo essersi impegnato nel tentativo di raggiungere e soccorrere l’alpinista russa Natalia Nagovitsyna, rimasta gravemente ferita e bloccata a oltre settemila metri di quota. Il riconoscimento, consegnato ai familiari, ha ricordato un gesto compiuto in condizioni estreme e fondato sui valori di altruismo e solidarietà che caratterizzano il soccorso in montagna.
Nell’agosto scorso l’International Rescue Team, in collaborazione con il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, aveva organizzato una nuova missione sul Pik Pobeda per cercare il corpo dell’alpinista. Due esperti di alta quota e un pilota specializzato nell’impiego dei droni avevano raggiunto l’area, in coordinamento con la famiglia e il Consolato italiano a Bishkek. Il 14 agosto erano stati effettuati dieci voli tra i 6.400 e i 6.800 metri, senza però riuscire a individuare tracce di Sinigallia.
Nel corso della giornata Giuseppe Ciaghi, presidente del Comitato organizzatore, ha inoltre ricevuto, in rappresentanza del Premio, la Medaglia del Presidente della Repubblica, riconoscimento che premia il valore assunto dalla manifestazione nella promozione della solidarietà. Alla cerimonia sono intervenuti anche il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini e il presidente dell’Azienda per il turismo di Madonna di Campiglio Tullio Serafini.
Istituito 55 anni fa da Angiolino Binelli, il Premio internazionale di solidarietà alpina continua a rendere omaggio a uomini e donne che, in montagna, hanno scelto di mettere esperienza, competenza e coraggio al servizio degli altri.


pa.ga.



