Economia | 29 agosto 2026, 08:30

Terziario Donna, dietro la revoca di Udali una frattura maturata nel tempo con Confcommercio VdA

L’ex presidente di TD Vda affida a un legale e a una corposa documentazione la propria difesa, ''nessun disinteresse, attività proseguita con impegno sino alla revoca'. Da Confcommercio emerge verosmilmente una lettura opposta e pesare c'è anche un rapporto di fiducia ormai deteriorato

Graziano Dominidiato e Maria Elena Udali nel 2021

Graziano Dominidiato e Maria Elena Udali nel 2021

La vicenda della revoca della ristoratrice valdostana Maria Elena Udali dalla presidenza di Terziario Donna Valle d’Aosta, decisa e operata venerdì 21 agosto dal presidente di Confcommercio VdA Graziano Dominidiato, non sembra destinata a chiudersi con il semplice avvicendamento alla guida del gruppo. Dopo il nostro articolo di sabato scorso, che ha anticipato la notizia dell'improvvisa destituzione, Udali ha affidato all’avvocato Paolo Quagliolo una lettera indirizzata a Confcommercio e, per conoscenza, a Laprimalinea.it e ad alcune testate giornalistiche, accompagnandola con una dettagliata ricostruzione delle attività svolte negli ultimi anni.

Si tratta, a tutti gli effetti, della sua più che legittima difesa, che cozza certamente con le considerazioni da noi raccolte in ambienti di Confcommercio Valle d’Aosta le quali - depurate dai toni inevitabilmente duri di una contrapposizione ormai evidente e senza alcun giudizio sulla loro attendibilità, fondatezza o rispondenza ai fatti - consentono di ricostruire e comprendere quali valutazioni e quali episodi abbiano progressivamente incrinato il rapporto con Udali sino a determinare la decisione di allontanarla dalla guida di Terziario Donna.

Il provvedimento di Dominidiato poggia formalmente su due questioni; da una parte l’originaria nomina dell'imprenditrice di La Thuile alla presidenza, avvenuta per decisione dello stesso vertice di Fipe Confcommercio VdA senza un’assemblea elettiva; dall’altra quello che veniva definito un progressivo disinteresse verso gli impegni della Giunta regionale di Confcommercio, testimoniato da numerose assenze. Su quest’ultimo punto la replica dell’interessata è netta. Il legale sostiene infatti che giudicare l’impegno di Udali soltanto attraverso la presenza fisica alle riunioni della Giunta regionale offrirebbe una rappresentazione parziale della sua attività. Vengono ricordati, tra gli altri (lungo è l'elenco delle attività, anche minime, svolte), il Forum della Montagna organizzato ad Aosta nel 2024, i TDLAB, il Consiglio itinerante di Venezia, la Conferenza di Sistema in Sardegna, il Forum nazionale di Roma, la missione del Consiglio nazionale al Parlamento europeo di Bruxelles nel 2025 e, ancora nel 2026, il Consiglio direttivo e l’Assemblea di Milano, l’Assemblea generale di Confcommercio a Roma e il rinnovo degli organi nazionali di Terziario Donna del 15 luglio.

La documentazione prodotta da Udali effettivamente fotografa una presenza molto intensa sul versante nazionale e numerosi contatti e comunicazioni con il gruppo valdostano. Nel 2025, per esempio, risultano la missione a Bruxelles, il TDLAB di Montevarchi, la Conferenza di Sistema e il Consiglio nazionale di Villasimius, oltre all’invio di relazioni e materiali alle associate. Nel 2026 sono documentate anche proposte di incontri del gruppo, diffusione di informazioni e bandi e attività di raccordo con Confcommercio. Ancora tra il 17 e il 21 agosto, cioè immediatamente prima della revoca, Udali chiedeva a presidente e direttore di Confcommercio VdA di individuare una data per convocare il gruppo e discutere regole, candidature e programmi in vista del rinnovo. C’è però un aspetto che emerge con altrettanta evidenza mettendo quella cronologia accanto alla dimensione pubblica di Terziario Donna Valle d’Aosta; secondo Confcommercio Vda, di una parte consistente delle attività oggi elencate da Udali sulla stampa locale si è letto poco o nulla. Non perché un incarico associativo debba necessariamente tradursi in comunicati stampa, interviste o articoli di giornale, ma perché la differenza tra la mole del lavoro oggi documentato e la sua percezione pubblica sul territorio appare significativa. Ed è proprio in questo spazio che si inserisce uno dei nodi della vicenda. L’interrogativo, infatti, non riguarda tanto se Udali abbia partecipato o meno alle attività nazionali – circostanza che la documentazione consente ampiamente di ricostruire – quanto quanto di quella partecipazione abbia prodotto una ricaduta autonoma, continuativa e riconoscibile di Terziario Donna in Valle d’Aosta. È probabilmente questa la chiave che consente di leggere la revoca al di là del semplice conteggio delle presenze o delle assenze alle riunioni di Giunta.

La missiva dell'avvocato Quagliolo sottolinea però che gli incarichi sarebbero stati svolti gratuitamente, fatta eccezione per i rimborsi delle spese effettivamente sostenute. Il legale definisce quindi la revoca "inattesa e ingiusta", precisa che Udali non intende ostacolare l’assemblea elettiva e chiede però che la conclusione del mandato non cancelli il lavoro compiuto né le attribuisca un giudizio di disinteresse che considera incompatibile con l’attività svolta. L'avvocato si riserva inoltre ogni iniziativa a tutela della sua assistita.

Confcommercio contesta, in sostanza, lo squilibrio che si sarebbe progressivamente creato tra rappresentanza nazionale e attività locale. Non è dunque il numero dei viaggi, delle assemblee o dei consigli nazionali a essere messo principalmente in discussione, quanto la loro positiva ricaduta associativa in Valle d’Aosta. La documentazione di Udali offre anche su questo una versione differente; nel 2024 risultano, per esempio, una riunione del direttivo regionale il 25 ottobre, il riordino e l’ampliamento della chat sino a 36 imprenditrici e soprattutto le iniziative di novembre contro la violenza sulle donne, con 22 adesioni, raccolta fondi, vetrine, video e altre attività. Nel febbraio 2025 Udali aveva inoltre chiesto alla struttura di regolarizzare formalmente il gruppo, aggiornare le componenti e introdurre i verbali.

È altrettanto vero, tuttavia, che scorrendo la stessa cronologia dal 2025 in avanti emerge una prevalenza di attività di raccordo, informazione, partecipazione a eventi nazionali, diffusione di bandi e comunicazioni rispetto a iniziative pubbliche strutturate organizzate direttamente in Valle dal gruppo. È una distinzione importante; non significa che Udali non abbia lavorato, ma aiuta a capire perché Confcommercio possa valutare diversamente quantità ed efficacia di quel lavoro.

Un altro elemento evidenziato dai vertici dell'associazione riguarda il clima interno; nella Giunta e nel Consiglio di Confcommercio VdA la presenza femminile è consistente e, dopo la revoca, non si sarebbe formato attorno a Udali un fronte interno di solidarietà o di contestazione della decisione. La guida provvisoria di Terziario Donna è stata immediatamente assunta da Amina Bodro, già vicepresidente di Confcommercio VdA, in attesa delle elezioni. Non è naturalmente una prova sulla bontà o meno della revoca, ma costituisce un elemento politico-associativo che Confcommercio considera significativo.

C’è poi una questione ulteriore, rimasta finora sullo sfondo, ovvero il rapporto tra ruolo associativo e visibilità personale. È su questo terreno che, secondo quanto ricostruito da LaPrimalinea.it, il rapporto fiduciario tra Udali e una parte dei vertici avrebbe cominciato a deteriorarsi già prima della revoca.

Uno degli episodi riguarderebbe il riconoscimento attribuito al ristorante di famiglia Lo Riondet di La Thuile alla presenza del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Da quanto emerso, negli ambienti di Confcommercio quell’occasione sarebbe stata vissuta con disappunto non per il premio in sé, ma perché l’iniziativa avrebbe assunto una forte connotazione personale senza un preventivo coinvolgimento dei vertici regionali di Confcommercio e Fipe e senza essere trasformata, secondo questa lettura, in un’occasione più ampia per il mondo delle imprese valdostane della ricettività e della ristorazione. Si tratta, va precisato, di una possibile valutazione dei vertici dell’associazione, non della prova di un utilizzo improprio della carica; la distinzione è sostanziale ma l’episodio aiuta a spiegare un problema di fiducia che evidentemente precede di molto il 21 agosto.

C’è infine la Consulta regionale per le pari opportunità, della quale Udali è stata eletta presidente nel luglio 2023. La sua documentazione ricorda l’attività svolta soprattutto nel 2024, compreso il lavoro sulla rappresentanza femminile e sulla riforma della legge elettorale regionale. Anche su questo fronte, tuttavia, Confcommercio solleverebbe interrogativi sulla divulgazione dell'attività più recente della Consulta e sulla continuità dell’incarico; questioni che meritano una verifica separata e che, allo stato, non possono essere trasformate in conclusioni.

Alla fine, dunque, dalle carte emerge una vicenda ben più complessa di una semplice contrapposizione tra chi sostiene che Udali abbia lavorato e chi sostiene il contrario. L'imprenditrice può documentare un’attività associativa tutt’altro che inesistente, soprattutto sul piano nazionale e nel raccordo con le colleghe; Confcommercio, dall’altra parte, sembra contestare qualcosa di più specifico, cioè la progressiva distanza tra quella rappresentanza e ciò che i vertici si attendevano dal gruppo regionale, insieme a una gestione giudicata troppo individuale di alcune occasioni di visibilità.

Due valutazioni profondamente differenti dello stesso mandato, sulle quali si è innestato un rapporto fiduciario ormai logorato. La revoca del 21 agosto, a questo punto, appare quindi meno come la conseguenza improvvisa di alcune assenze dalla Giunta e molto più come l’atto finale di una frattura maturata nel tempo. 

pa.ga.