È scontro politico ad Aosta sul sostegno economico concesso dal Comune agli appuntamenti culturali collegati all’Aosta Pride 2026. A sollevare il caso è stato, ieri mercoledì 26 agosto, il gruppo consiliare comunale di Fratelli d’Italia, che ha contestato la decisione dell’Amministrazione di Raffaele Rocco (foto sotto) di mettere a disposizione quasi 7mila euro per alcune iniziative della Pride Week. A stretto giro è arrivata la replica della Giunta, che non ha negato la valenza politica della scelta e, anzi, l'ha apertamente rivendicata.
Secondo la documentazione richiamata da FdI, l'impegno complessivo a carico del Comune ammonta a 6.999,04 euro, attraverso il pagamento diretto delle prestazioni previste. Nel dettaglio, 1.500 euro più Iva sono destinati allo spettacolo 'Cominciamo Male' delle Karma B e altri 1.500 euro più Iva allo spettacolo del comico bolognese Matteo Fallica. A queste somme si aggiungono 3.424,54 euro, Iva compresa, per il service tecnico del teatro e 274,50 euro per l'assistenza tecnico-informatica all'Università della Valle d'Aosta.
Per Fratelli d'Italia il punto non riguarda la possibilità di organizzare il Pride o di esprimere liberamente le proprie posizioni, quanto l'opportunità che il Comune contribuisca economicamente a una manifestazione che il partito considera caratterizzata da una precisa impostazione politica.
"Checché se ne dica, la manifestazione non è meramente culturale ma ha un fortissimo carattere politico", sostiene il capogruppo comunale di FdI Giuseppe Manuel Cipollone (foto sotto), che richiama anche il "manifesto politico" pubblicato sul sito dell'evento. "Qualcuno dovrà rispondere molto bene sull’opportunità di sostenere, con i soldi di tutti i contribuenti, una manifestazione innegabilmente politica nello stesso anno in cui per una importante tradizione come i Carnavals de Montagne non si sono trovate risorse".
È proprio il confronto con i Carnavals de Montagne uno degli argomenti sui quali insiste l'opposizione. Secondo FdI, il diverso trattamento riservato alle due iniziative sarebbe indicativo delle priorità politiche dell'Amministrazione. "Non esiste alcun diritto a essere finanziati dal Comune – aggiunge Walter Musso, commissario regionale di Fratelli d'Italia –. Esiste invece il dovere dell'Amministrazione di spiegare ai cittadini perché quasi 7mila euro delle loro risorse debbano essere impiegati per sostenere una manifestazione con una marcata connotazione politica e culturale".
La risposta della Giunta Rocco è arrivata poche ore dopo e parte da un presupposto opposto: "Per questa Amministrazione tutte le persone e tutte le identità hanno eguale dignità e valore". Il Comune riconosce esplicitamente che il Pride possiede anche una dimensione politica, ma respinge l'equazione tra questa caratteristica e una manifestazione di partito. "Il Pride ha certamente anche una dimensione politica, nel significato più alto del termine – scrive l'Amministrazione –. Nasce da una storia di rivendicazione di diritti, di contrasto alle discriminazioni e di richiesta di piena cittadinanza. Questo non lo rende una manifestazione di partito, né rende improprio che un'Amministrazione pubblica sostenga iniziative culturali dedicate alla conoscenza, al confronto, alla libertà e al rispetto delle differenze".
La Giunta precisa inoltre che il contributo comunale riguarda una parte della programmazione culturale della Pride Week, comprendente spettacoli teatrali, stand-up comedy, cinema, incontri e laboratori in diversi luoghi della città. Una decisione che l'esecutivo definisce "trasparente e pienamente rivendicata", inserendola tra le proprie politiche per i diritti civili, le pari opportunità e l'inclusione.
L'Amministrazione respinge poi il paragone avanzato da Fratelli d'Italia con i Carnavals de Montagne, fornendo una ricostruzione diversa delle ragioni per le quali la manifestazione non si è svolta nel 2026. Secondo il Comune, il problema non sarebbe stato economico; l'unica data concretamente disponibile era quella immediatamente precedente al passaggio ad Aosta della Fiamma Olimpica, che avrebbe comportato un rilevante impegno organizzativo, logistico e di sicurezza, mentre gli organizzatori dei carnevali non avrebbero avuto a disposizione altre date compatibili. La Giunta ricorda inoltre che il ritorno dei Carnavals de Montagne ad Aosta è già programmato per il 10 gennaio 2027, circostanza che, secondo l'Amministrazione, dimostrerebbe la volontà di continuare a valorizzare la tradizione.
Due posizioni, dunque, che non divergono tanto sulla natura anche politica del Pride – riconosciuta, con significati differenti, da entrambe le parti – quanto sulla legittimità e sull'opportunità di tradurre questa scelta in un sostegno economico pubblico; per gli esponenti del partito di centrodestra la connotazione politica dell'iniziativa dovrebbe indurre il Comune a non sostenerla con il denaro dei contribuenti; la Giunta Rocco sostiene invece che la promozione dei diritti civili, dell'inclusione e del contrasto alle discriminazioni rientri pienamente nelle scelte che un'Amministrazione può assumere e finanziare. E sul punto la conclusione della replica comunale non lascia spazio a interpretazioni: "Questa è una scelta politica, certamente. Ed è una scelta che l’Amministrazione rivendica. Stare dalla parte dell’uguaglianza, della dignità e della libertà di tutte e di tutti".


pa.ga.



