La contestazione contro il progetto del nuovo supermercato al Quartiere Dora di Aosta esce dal dibattito politico e dalle prese di posizione delle associazioni di categoria e diventa visibile direttamente sui palazzi. Da due giorni sui balconi dei condomini che si affacciano sull’area interessata dalla variante urbanistica sono comparsi grandi striscioni con scritte inequivocabili, "NO CEMENTO", ma anche “Sì al verde” e “Parco”.
Sono proprio gli edifici che guardano sul grande prato compreso tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont, via Berthet e via Buthier, l’area al centro del Piano urbanistico di dettaglio di iniziativa privata per il quale il Consiglio comunale di Aosta ha dato il primo via libera alla variante. La modifica urbanistica cambia la destinazione prevista, passando dal residenziale al commerciale e ai servizi.
Il progetto sul quale si sta concentrando il confronto prevede un supermercato di circa 2.260 metri quadrati, un centro medico, oltre 25 mila metri cubi di volumetria fuori terra e più di 180 posti auto. Secondo quanto indicato pubblicamente dal sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, il punto vendita dovrebbe essere a insegna Coop, anche se l'iter attualmente in corso riguarda la variante urbanistica e non rappresenta di per sé l'autorizzazione definitiva all'apertura del supermercato.
Una trasformazione destinata inevitabilmente a incidere sull'aspetto di questa parte del Quartiere Dora. Confcommercio Valle d'Aosta, nel presentare il questionario pubblico lanciato nei giorni scorsi, ha evidenziato tra gli elementi da valutare anche la vicinanza della futura costruzione alle abitazioni; secondo i dati riportati dall'associazione, il fabbricato raggiungerebbe un'altezza di circa dieci metri e sorgerebbe a una distanza compresa tra 12 e 15 metri dai condomini situati sul lato occidentale dell'area.
Ed è proprio da alcuni di quei balconi che adesso arriva la protesta; gli striscioni rappresentano un segnale particolarmente significativo anche alla luce di uno degli argomenti utilizzati durante il confronto politico sulla variante; nel dibattito in Consiglio comunale l'Amministrazione aveva sostenuto che la presenza di una nuova struttura commerciale rispondesse anche a esigenze manifestate dal quartiere, posizione contestata dalle opposizioni e successivamente da Confcommercio.
L'associazione di categoria ha assunto una posizione nettamente critica, sottolineando come nell'arco di poche centinaia di metri siano già presenti diverse strutture della media distribuzione e sostenendo che la realizzazione di un altro supermercato rischierebbe di penalizzare ulteriormente il commercio di vicinato. Confcommercio ha inoltre contestato il mancato coinvolgimento preventivo delle rappresentanze economiche nel percorso che ha condotto alla variante e ha posto anche il tema della carenza di abitazioni ad Aosta, considerando contraddittoria la trasformazione in commerciale di un'area precedentemente destinata al residenziale.
Per raccogliere le opinioni di residenti, commercianti e cittadini, Confcommercio ha quindi avviato la consultazione “La tua voce conta”, dedicata agli effetti del progetto sul commercio, sulla viabilità, sull'impatto architettonico, sulla quiete, sulla sicurezza e, più in generale, sul futuro dell'area. Il questionario resterà aperto sino al 24 settembre, termine previsto anche per la presentazione delle osservazioni alla variante, e le risposte saranno utilizzate dall'associazione insieme ai propri consulenti tecnici e legali nella predisposizione delle osservazioni formali.
A oggi le risposte al sondaggio si stanno avvicinando a quota 800 e, secondo i primi dati raccolti da Confcommercio, la maggioranza dei partecipanti si è espressa contro la realizzazione del nuovo supermercato. Un'indicazione che, pur non avendo naturalmente il valore di una consultazione rappresentativa dell'intera popolazione, si aggiunge adesso a quella assai più visibile comparsa sulle facciate dei condomini.
Il Comune, rispondendo nei giorni scorsi all'iniziativa di Confcommercio, aveva precisato che il questionario può essere utile per raccogliere aspettative e preoccupazioni, ma non può essere considerato un referendum sul progetto né sostituire le valutazioni tecniche previste dall'iter urbanistico. L'Amministrazione aveva comunque assicurato attenzione alle questioni relative a viabilità, vivibilità, ambiente, sicurezza, commercio e qualità degli spazi pubblici.
La partita, dunque, è tutt'altro che chiusa; fino al 24 settembre potranno essere depositate le osservazioni alla variante, che successivamente dovrà proseguire il proprio iter, mentre al Quartiere Dora una parte dei residenti ha scelto di anticipare le proprie osservazioni con un mezzo molto più semplice, quello di un lenzuolo appeso al balcone e due parole, “NO CEMENTO”, rivolte direttamente verso il prato sul quale dovrebbe sorgere il nuovo complesso commerciale.


pa.ga.


