Un malore improvviso, un infarto che non gli ha lasciato scampo. È morto a soli 46 anni Robert Birke, professore associato del Dipartimento di Informatica dell'Università di Torino e uno dei volti che hanno accompagnato 'giocAosta' fin dalla nascita.
Birke è deceduto improvvisamente a Morgex, nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto; la notizia del suo decesso ha suscitato profondo cordoglio non soltanto nel mondo accademico, ma anche nella grande comunità locale che negli anni si è raccolta attorno alla manifestazione ludica valdostana. Robert era infatti tra i fondatori dell'associazione Aosta Iacta Est e aveva partecipato a tutte le 18 edizioni di 'giocAosta', contribuendo alla crescita di quella che, da un'iniziativa nata dalla passione di un gruppo di amici per il gioco intelligente, è diventata negli anni uno degli appuntamenti più partecipati dell'estate valdostana.
Proprio pochi giorni fa aveva preso parte all'edizione 2026 della manifestazione, che ha riempito ancora una volta il centro di Aosta di tavoli, giochi e migliaia di persone. Per la comunità di giocAosta, Birke era molto più di un collaboratore o di un volontario: era, come viene ricordato in queste ore, "una parte essenziale di quello che siamo".
Alla passione per il gioco affiancava una carriera scientifica di altissimo livello. Professore associato all'Università di Torino e componente del gruppo di ricerca Parallel Computing, Birke era entrato nel Dipartimento di Informatica cinque anni fa. Dopo il dottorato conseguito al Politecnico di Torino aveva svolto attività di ricerca all'IBM Research di Zurigo ed era stato Principal Scientist presso ABB Corporate Research. La sua ricerca era concentrata sui sistemi e sul calcolo parallelo, sulla gestione delle risorse virtuali, sulle reti, sulla caratterizzazione dei carichi di lavoro e sull'ottimizzazione delle applicazioni di intelligenza artificiale e big data. Autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche, era Senior Member IEEE e componente degli editorial board di importanti riviste scientifiche internazionali.
Ma nel messaggio con cui l'Università di Torino ne piange la scomparsa, il curriculum lascia presto spazio alla persona: "Tutti noi abbiamo avuto modo di apprezzarne le qualità umane e scientifiche, la grande disponibilità e quel suo modo di esprimere le proprie opinioni sempre con gentilezza e rispetto, ma anche con chiarezza e fermezza", scrive il Dipartimento di Informatica, già colpito pochi giorni fa dalla morte del professor Albert Werbrouck. "Ma oggi, prima ancora del ricercatore e del docente, ricordiamo Robert come collega e come persona. La sua improvvisa scomparsa ci lascia increduli e profondamente addolorati. La sua competenza, la sua disponibilità, la sua gentilezza e la sua presenza ci mancheranno molto. Ciao Robert".


pa.ga.



