Fare rete per affrontare le carenze delle infrastrutture idriche e rendere i territori più preparati agli effetti dei cambiamenti climatici; attorno a questo obiettivo si è sviluppato l’International Water Summit di Roma, al quale giovedì 1 ottobre ha partecipato anche una delegazione di Anbi Valle d’Aosta, portando l’esperienza dei Consorzi di miglioramento fondiario-Cmf valdostani.
Il summit si è tenuto nell’Auditorium Mare Nostrum del centro congressi La Nuvola, progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas, nell’ambito del Forum Euromediterraneo sull’acqua. L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, dei consorzi e delle imprese per un confronto su tecnologia e innovazione, ammodernamento delle reti e cooperazione internazionale nella gestione delle risorse idriche.
Al centro degli interventi, la necessità di costruire un coordinamento capace di rispondere a due condizioni opposte, entrambe sempre più problematiche per i territori: l’eccesso d’acqua, che accresce il rischio di frane e alluvioni, e la sua scarsità, che espone agricoltura e comunità alla siccità. Un quadro che richiede di riconoscere alle reti idriche un’importanza strategica paragonabile a quella delle infrastrutture stradali e ferroviarie, accompagnando la manutenzione con investimenti e interventi di rinnovamento.
Nel corso del confronto è stato riconosciuto il lavoro svolto negli ultimi anni dai consorzi di bonifica, irrigui e di miglioramento fondiario che hanno avuto accesso ai finanziamenti statali. Con il supporto di Anbi nazionale, queste realtà hanno rispettato i tempi di spesa e di realizzazione delle opere idrauliche proposte, traducendo le risorse disponibili in interventi sul territorio.
In questo contesto si inserisce l’esperienza valdostana, dove i Consorzi di miglioramento fondiario svolgono un ruolo nella gestione dell’irrigazione e nella cura delle infrastrutture a servizio dell’agricoltura di montagna. La presenza di Anbi VdA al summit ha offerto l’occasione per collocare questo lavoro nel confronto più ampio sul futuro dell’acqua e sulla capacità dei territori di adattarsi ai cambiamenti climatici.
Dal confronto di Roma emerge la richiesta di dare continuità agli investimenti e di rafforzare la collaborazione fra istituzioni e soggetti che gestiscono le reti, valorizzando le competenze dei consorzi e la loro conoscenza delle esigenze locali.


pa.ga.



