Una caffettiera infilata dentro un calzino e trasformata in una clava improvvisata, da roteare per colpire possibilmente al capo. Sarebbe questa l'arma impropria utilizzata da un detenuto di origine straniera per aggredire un agente della Polizia penitenziaria nel carcere di Brissogne, episodio avvenuto il 10 agosto ma reso noto solo oggi dal sindacato di Polizia penitenziaria Osapp, che torna a denunciare una situazione "fuori controllo" all'interno della Casa circondariale di Aosta.
Secondo quanto riferisce il sindacato, l'aggressione si è verificata nel tardo pomeriggio al secondo piano dell'istituto. Il detenuto, in forte stato di agitazione, avrebbe colpito il poliziotto mentre quest'ultimo stava svolgendo regolarmente il proprio servizio; l'agente è stato poi accompagnato al Pronto soccorso dell'ospedale 'Parini' di Aosta, dove gli sono stati diagnosticati tre giorni di prognosi, salvo complicazioni.
Il dettaglio della caffettiera inserita in un calzino rende l'episodio ancora più inquietante; un oggetto di uso comune trasformato in un'arma contundente, capace di provocare conseguenze ben più gravi. Per l'Organizzazione sindacale autonoma si polizia penitenziaria (nella foto sotto un presidio dell'Osapp a Torino nel 2024), l'aggressione rappresenta soltanto l'ultimo tassello di un quadro già fortemente compromesso. "La situazione all'interno della Casa circondariale di Brissogne-Aosta, a causa di un caos organizzativo ormai evidente, sta diventando sempre più pericolosa", afferma il segretario generale Osapp, Leo Beneduci.
Il sindacato sostiene che l'istituto valdostano sia ormai "completamente allo sfascio" e ricorda di aver già chiesto al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e al relativo Ufficio ispettivo un'ispezione per fare luce sulle criticità emerse nelle ultime settimane, senza però aver ricevuto risposte.
L'Osapp chiama direttamente in causa il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sollecitando l'invio urgente di ispettori ministeriali a Brissogne per verificare quanto sta accadendo all'interno del carcere, accertare eventuali responsabilità e individuare le misure necessarie per ripristinare condizioni di sicurezza.
L'episodio si inserisce in un'estate già segnata da numerose tensioni nell'unico istituto penitenziario valdostano. Nelle scorse settimane erano emerse le proteste per l'assenza dei televisori in alcune celle, il sequestro di oggetti proibiti durante una maxi-perquisizione e le ripetute denunce delle organizzazioni sindacali sulle condizioni di lavoro del personale. Ora, dopo l'aggressione con la caffettiera trasformata in clava, il sindacato avverte che "non è più il momento del silenzio" e chiede un intervento immediato dell'Amministrazione centrale prima che la situazione possa ulteriormente degenerare.


patrizio gabetti



