Ambiente | 13 agosto 2026, 10:24

Capsule e cialde diventano imballaggi, cosa è cambiato dal 12 agosto

Capsule e cialde diventano imballaggi, cosa è cambiato dal 12 agosto

Da mercoledì 12 agosto è entrata in vigore una novità che riguarda milioni di consumatori. Le cialde morbide, le capsule rigide e tutte le unità monodose per caffè, tè e bevande saranno considerate imballaggi anche quando, dopo l’uso, restano unite al prodotto contenuto. La modifica arriva dal Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, già in vigore dal febbraio 2025 e ora pronto a essere applicato.

Finora alcuni articoli erano esclusi dalla definizione di imballaggio perché ritenuti parte integrante del prodotto. Il nuovo quadro normativo cambia prospettiva e include bustine da tè, cialde permeabili, unità monodose che diventano morbide dopo l’uso e capsule non permeabili utilizzate nelle macchine per bevande. La scelta nasce dall’osservazione delle abitudini reali dei consumatori, che spesso gettano involucro e contenuto insieme, rendendo difficile la separazione dei materiali e complicando il riciclo.

La nuova classificazione riguarda tutti i materiali.

Il trattamento contributivo dipenderà dalla composizione della capsula, che potrà essere in carta, plastica tradizionale, alluminio oppure plastica biodegradabile e compostabile. Chi immette questi prodotti sul mercato dovrà partecipare ai costi della loro gestione una volta diventati rifiuti.

Per le famiglie la regola principale è distinguere ciò che è davvero compostabile da ciò che non lo è. Solo le capsule biodegradabili e compostabili conformi alla norma EN 13432 possono essere conferite nell’umido insieme al caffè esausto, seguendo le indicazioni riportate sull’etichetta e le disposizioni del servizio locale di raccolta. Le capsule in alluminio o plastica tradizionale richiedono invece modalità diverse, che possono prevedere lo svuotamento, la raccolta dedicata o la consegna nei circuiti predisposti dai produttori. La nuova definizione non rende compostabile un prodotto che non lo è.

Nei locali destinati alla raccolta differenziata può essere utile una comunicazione chiara basata sui simboli presenti sulle confezioni e sulle regole comunali. La generica parola “capsula” non deve indurre a pensare che tutte possano essere gettate nell’organico.

A partire da ieri, quindi, sono cambiate  gli obblighi delle imprese, mentre per i consumatori diventa ancora più importante riconoscere i materiali e conferire correttamente ogni prodotto. 

red.laprimalinea.it