Cronaca | 30 luglio 2026, 20:21

Aosta, una quarantina di persone al presidio per Fakir, 'Chiediamo verità e giustizia'

Aosta, una quarantina di persone al presidio per Fakir, 'Chiediamo verità e giustizia'

Una quarantina di persone si è ritrovata nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 30 luglio, in piazza Arco d'Augusto, ad Aosta, per partecipare al presidio promosso dal comitato locale di Boicottaggio disinvestimento sanzioni Bds VdA in memoria di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina morto il 19 luglio scorso durante un intervento delle Forze dell'ordine nel quartiere Pilastro di Bologna. L'iniziativa, intitolata 'Giustizia, verità e solidarietà in nome di tutte le vittime dello Stato', ha riunito cittadini e attivisti che hanno chiesto di fare piena luce sulle circostanze della morte dell'uomo.

Con cartelli e striscioni, i partecipanti hanno espresso solidarietà alla famiglia di Fakir e hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di garantire trasparenza nelle indagini, mentre la Procura di Bologna prosegue gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto durante il fermo e le fasi dei soccorsi.

Ad aprire gli interventi è stato Francesco Lucat, storico esponente della sinistra valdostana, che ha sottolineato come, a suo giudizio, la morte di una persona mentre si trova sotto il controllo delle autorità imponga un rigoroso accertamento dei fatti e il pieno rispetto dei principi dello Stato di diritto. Nel suo intervento ha inoltre richiamato alcuni episodi della storia italiana, tra cui il caso di Giuseppe Pinelli, invitando a mantenere alta l'attenzione sulla tutela dei diritti fondamentali.

Nel corso del presidio è intervenuta anche Deborah Baisotti, tra le promotrici dell'iniziativa, che ha ricordato l'impegno dell'associazione anche sul fronte del volontariato carcerario e del reinserimento sociale, spiegando che la manifestazione voleva esprimere vicinanza non solo ad Abderrahim Fakir, ma, più in generale, a tutte le persone che, secondo gli organizzatori, hanno subito violazioni dei propri diritti durante interventi delle istituzioni.

Tra gli interventi anche quello di Daniela Fachin, che ha collegato la vicenda di Fakir ai temi dei diritti civili, della tutela delle persone più vulnerabili e del rapporto tra cittadini e forze dell'ordine. Secondo l'esponente di Bds, il caso pone interrogativi sulle modalità di intervento durante il fermo e sulla necessità di evitare ogni forma di discriminazione, chiedendo che le responsabilità vengano accertate con la massima trasparenza.

Il presidio si è concluso con l'elenco letto ad alta voce di persone morte durante interventi delle Forze di polizia, con un appello a seguire gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria e a mantenere alta l'attenzione pubblica sul caso. Gli organizzatori hanno ribadito la richiesta di "verità e giustizia" per la morte di Abderrahim Fakir, mentre le indagini della magistratura bolognese sono ancora in corso.

pa.ga.