Sanità | 27 luglio 2026, 15:23

Medicina generale; cambia il corso di formazione, più pratica sul campo per i futuri medici di famiglia

Medicina generale; cambia il corso di formazione, più pratica sul campo per i futuri medici di famiglia

<section data-turn="assistant" data-testid="conversation-turn-4" data-turn-id-container="request-WEB:71761e9f-ed48-41cf-bcc2-51618201277e-1" data-turn-id="request-WEB:71761e9f-ed48-41cf-bcc2-51618201277e-1" dir="auto" class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&:has([data-writing-block])>*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]">

La Regione punta a rendere più concreto e vicino all'attività professionale il percorso di formazione dei futuri medici di medicina generale. La Giunta regionale ha infatti approvato una revisione delle linee guida del corso triennale che consentirà ai medici in formazione di vedersi riconosciuta gran parte dell'attività pratica svolta direttamente attraverso la presa in carico dei pazienti.

La novità principale riguarda il monte ore previsto dal percorso formativo; delle 3.200 ore complessive richieste nel triennio, ben 2.759 potranno essere maturate attraverso l'attività clinica diretta con gli assistiti, entrando a far parte a tutti gli effetti del piano di studi.

La delibera introduce inoltre un'ulteriore possibilità di valorizzare le competenze già acquisite; il Comitato tecnico-scientifico aziendale potrà infatti riconoscere fino al 50% delle restanti 441 ore ai medici in formazione che siano già in possesso di una specializzazione in ambito medico, riducendo così il numero di ore ancora da svolgere.

Secondo l'assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, l'obiettivo della revisione è quello di rendere il percorso formativo più attuale e maggiormente rispondente alle esigenze del sistema sanitario. "I giovani medici trovano oggi un percorso di studi moderno che consente loro, sin dall'inizio del corso, di avviare la pratica dell'attività clinica", sottolinea l'assessore. L'intervento si inserisce nelle iniziative messe in campo dalla Regione per rafforzare la medicina territoriale e favorire la formazione di nuovi medici di famiglia, figura sempre più centrale per garantire l'assistenza sanitaria di prossimità e rispondere alla crescente carenza di professionisti sul territorio valdostano.

</section>

red.laprimalinea.it