Una lunga e appassionante ricerca nata anche per l'intuizione del fisico teorico valdostano Fabio Truc (foto in basso), originario di Cogne, uomo di scienza di fama internazionale, apre una nuova prospettiva nella lotta contro una delle forme di tumore cerebrale più aggressive, il glioblastoma. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica 'Scientific Reports', appartenente al gruppo editoriale 'Nature', uno dei principali punti di riferimento della ricerca internazionale.
Il lavoro è frutto della collaborazione tra la Fondazione Oncologica Valdostana, presieduta da Nora Martinet, l'Università del Piemonte Orientale, l'Università di Torino, la National Technical University of Athens ed Ethidea Srl, nell'ambito di un progetto di ricerca in oncologia sperimentale sostenuto dalla stessa Fondazione.
Al centro dello studio vi è l'impiego di campi elettromagnetici pulsati a bassa intensità (Pemf) come possibile arma contro le cellule staminali del glioblastoma, considerate il vero 'motore' del tumore. Sono infatti queste cellule a favorire le recidive e la resistenza ai trattamenti tradizionali, rendendo il glioblastoma una delle neoplasie più difficili da curare.
L'idea nasce da oltre vent'anni di studi condotti da Truc all'Université Paris XIII, dove il fisico aveva osservato gli effetti dei campi elettromagnetici pulsati su particolari sistemi batterici. Tornato in Italia, ha proposto di verificare se lo stesso principio potesse essere applicato alle cellule tumorali umane. Da quell'intuizione ha preso forma un percorso di ricerca che oggi ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale.
I risultati ottenuti in laboratorio indicano che l'esposizione ai campi elettromagnetici è in grado di colpire selettivamente le cellule staminali tumorali, compromettendone la capacità di proliferare e di rigenerare il tumore. L'obiettivo non è tanto eliminare la massa tumorale già presente, quanto neutralizzare quella "cellula madre" responsabile della ricomparsa della malattia dopo le terapie.
Lo stesso Truc utilizza un'immagine efficace per spiegare il concetto: il cancro è come l'Idra di Lerna della mitologia greca, il mostro dalle molte teste che ricrescono ogni volta che vengono tagliate. Per sconfiggerlo, non basta eliminare le teste, ma occorre colpire la testa originaria. È proprio questa la filosofia della ricerca pubblicata su 'Nature'.
L'approccio presenta anche un altro elemento di interesse, ovvero è completamente non invasivo, i campi elettromagnetici utilizzati sono di bassa intensità e non prevedono interventi chirurgici né l'impiego di farmaci. L'idea è quella di trasformare uno strumento spesso guardato con sospetto – le radiazioni elettromagnetiche – in una possibile risorsa terapeutica.
La pubblicazione rappresenta un traguardo significativo anche per la ricerca valdostana; la Fondazione Oncologica Valdostana ha infatti annunciato, contestualmente alla presentazione dei risultati, una nuova collaborazione triennale con il Centro di Genomica Clinica e Computazionale dell'Istituto Italiano di Tecnologia (C3G), con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente le attività dedicate alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo sviluppo di terapie oncologiche sempre più personalizzate.
Pur trattandosi ancora di una ricerca sperimentale, i risultati aprono una strada promettente verso nuovi trattamenti per il glioblastoma. Saranno necessari ulteriori studi e successive sperimentazioni prima di un eventuale impiego clinico, ma la pubblicazione su una rivista del gruppo 'Nature' rappresenta già una certificazione dell'interesse e della solidità scientifica del lavoro svolto dal team internazionale guidato anche dall'intuizione del fisico valdostano Fabio Truc.


pa.ga.



