Ambiente | 22 luglio 2026, 10:10

Siccità, anche la Valle d'Aosta si avvicina al minimo storico

Bacini artificiali al 43% ma il Piemonte chiede più acqua dalla Dora Baltea

Una recente immagine del fiume Po nel tratto reggiano (photo credit Roberto Folloni)

Una recente immagine del fiume Po nel tratto reggiano (photo credit Roberto Folloni)

La siccità continua a stringere il Nordovest e di conseguenza la Valle d'Aosta;  i dati diffusi dall'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po fotografano una situazione che desta crescente preoccupazione anche nella nostra regione, dove le riserve idriche hanno raggiunto livelli tra i più bassi mai registrati. Nonostante i temporali degli ultimi giorni abbiano attenuato il caldo, le precipitazioni non sono state sufficienti a invertire una tendenza che prosegue ormai da settimane.

Secondo il monitoraggio presentato nel corso dell'ultima riunione dell'Osservatorio permanente sulle crisi idriche, la portata della Dora Baltea è scesa a circa 115-120 metri cubi al secondo, mentre i bacini artificiali valdostani contengono complessivamente circa 42 milioni di metri cubi d'acqua, pari ad appena il 43% della loro capacità. Un dato che viene indicato tra i più bassi mai rilevati e che testimonia la forte pressione sulle risorse idriche della regione.

La situazione valdostana assume un'importanza strategica anche per le regioni a valle. Dal Piemonte è infatti arrivata una richiesta ufficiale alla Regione Valle d'Aosta affinché venga aumentato il rilascio d'acqua dai bacini montani, così da sostenere un territorio dove la crisi idrica sta mettendo seriamente a rischio le coltivazioni agricole, in particolare mais, risaie, prati e frutteti. Attualmente dai bacini valdostani vengono rilasciati circa 500 mila metri cubi d'acqua al giorno e l'Amministrazione regionale sta valutando la possibilità di incrementare ulteriormente questa portata per contribuire ad alleviare le difficoltà del territorio piemontese. La richiesta arriva però in un quadro generale particolarmente complesso per l'intero Distretto del Po, dove l'Autorità di Bacino ha confermato lo stato di severità idrica 'media in assenza di precipitazioni'. Il grande fiume continua infatti a presentare portate ben al di sotto della media in diversi punti del suo corso, mentre il Lago Maggiore ha ormai raggiunto il limite minimo di riempimento e potrebbe essere costretto a ridurre ulteriormente i rilasci per preservare il proprio equilibrio idraulico.

Se finora le principali conseguenze della siccità hanno riguardato il comparto agricolo, l'emergenza sta progressivamente coinvolgendo anche il settore dell'acqua potabile. In numerose aree del Nord Italia sono già entrate in funzione autobotti per rifornire i serbatoi comunali, soprattutto nei territori collinari e montani, segnale di una crisi che non interessa più soltanto i campi ma anche gli approvvigionamenti destinati ai cittadini.

Per il momento in Valle d'Aosta non vengono segnalate particolari criticità sul fronte dell'acqua destinata al consumo umano, ma il drastico abbassamento delle riserve nei bacini artificiali e la riduzione della portata della Dora Baltea confermano come anche il territorio valdostano stia vivendo una fase particolarmente delicata, destinata a essere monitorata con attenzione nelle prossime settimane.

L'Osservatorio permanente dell'Autorità di Bacino del Po tornerà a riunirsi il 30 luglio per verificare l'evoluzione della situazione, nella speranza che nuove precipitazioni possano contribuire a ricostituire almeno in parte riserve idriche che, soprattutto in Valle d'Aosta, risultano ormai ai minimi storici.

pa.ga.