Ambiente | 16 luglio 2026, 06:25

C'è un nuovo Piano regionale per la qualità dell'aria

Il Consiglio Valle approva nuove misure contro l'inquinamento; obiettivi al 2031

C'è un nuovo Piano regionale per la qualità dell'aria

Strumento strategico con cui la Regione punta a mantenere gli attuali buoni livelli di qualità ambientale e a prepararsi ai limiti più severi che entreranno in vigore con la nuova normativa europea dal 2030, il Consiglio Valle ha approvato il nuovo Piano regionale per la qualità dell'aria della Valle d'Aosta al 2031. Il provvedimento, esaminato nella seduta pomeridiana del 15 luglio, è passato con 20 voti favorevoli (Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia) e 15 astensioni (Fratelli d'Italia, Lega Vallée d'Aoste, PD-Federalisti Progressisti, Alleanza Verdi e Sinistra, La Renaissance e Autonomisti di Centro).

Presentato dalla Giunta regionale lo scorso 12 gennaio e approfondito dalla terza Commissione consiliare, il Piano definisce le strategie per migliorare ulteriormente la qualità dell'aria attraverso interventi nei settori della mobilità, dell'energia, delle attività produttive e della gestione del territorio. Il documento integra analisi scientifiche, scenari previsionali e azioni coordinate con gli altri strumenti di pianificazione regionale.

Nel corso dell'esame sono stati recepiti due emendamenti proposti dalla terza Commissione, mentre sono stati respinti i 17 emendamenti presentati in Aula dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. Illustrando il provvedimento, l'assessore al Territorio e Ambiente, Davide Sapinet, ha evidenziato come la Valle d'Aosta si distingua già oggi per una situazione favorevole. "La Regione presenta una buona qualità dell'aria ed è tra le poche regioni italiane non soggette a procedure di infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti", ha affermato, ricordando però che la direttiva europea approvata nel 2024 introdurrà dal 2030 parametri più rigorosi.

Per questo motivo il nuovo Piano punta a raggiungere i futuri obiettivi comunitari attraverso interventi mirati, in particolare sul fronte dell'utilizzo delle biomasse, della riqualificazione energetica degli edifici, della sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti e della diffusione di sistemi energetici più sostenibili. Il documento prevede inoltre incentivi, campagne di sensibilizzazione e un maggiore coordinamento con il Piano energetico ambientale regionale, il Piano dei trasporti e il Programma regionale forestale.

Tra le principali novità figurano anche l'istituzione di una cabina di regia regionale, di un osservatorio permanente sulla qualità dell'aria, il potenziamento dei sistemi di monitoraggio e della rete di rilevamento, oltre all'aggiornamento continuo dell'inventario delle emissioni e al controllo dei metalli presenti nelle polveri sottili. È previsto inoltre un monitoraggio intermedio per verificare l'efficacia delle misure adottate ed eventualmente correggere il Piano prima della sua scadenza nel 2031.

Nel dibattito consiliare, il presidente della terza Commissione Corrado Jordan (Uv) ha definito il Piano "uno strumento operativo" destinato a consolidare gli attuali risultati e ad affrontare le criticità legate alle polveri sottili, sottolineando che il successo dipenderà anche dai comportamenti dei cittadini.

Sulla stessa linea il vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine Michel Martinet, che ha parlato di una pianificazione costruita attraverso un ampio confronto con il territorio e pensata per prevenire i problemi futuri, tenendo conto delle caratteristiche della Valle d'Aosta, dove durante l'inverno il ristagno degli inquinanti nel fondovalle richiede politiche specifiche.

Più critica la posizione di Chiara Minelli (Alleanza Verdi e Sinistra-Avs), secondo cui il documento è "solido sotto il profilo tecnico", ma avrebbe potuto essere più ambizioso, con misure più incisive sulla decarbonizzazione, la mobilità sostenibile e la riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili. Anche Marco Carrel (Autonomisti di Centro-Adc) ha espresso perplessità, pur riconoscendo la qualità del lavoro svolto. Secondo il consigliere, il Piano rischia di rimanere un documento programmatico se non sarà accompagnato da adeguate risorse economiche e da interventi concreti nei prossimi anni.

Per il Partito Democratico-Federalisti Progressisti, Fulvio Centoz ha auspicato che nelle prossime variazioni di bilancio vengano stanziati i fondi necessari per trasformare gli obiettivi del Piano in azioni concrete. Astensione anche da parte della Lega Vallée d'Aoste. Il vicecapogruppo Simone Perron ha riconosciuto gli aspetti positivi del documento, spiegando però che"trattasi di uno strumento la cui attuazione dipenderà dalle scelte della sola maggioranza".

 

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