"L'attività di riciclaggio all'interno del Casino de la Vallée è stata di innegabile evidenza"; "nonostante la discovery delle attività illecite da parte della Procura, a tutt'oggi resta difficile controllare il cambio delle fiches e le attività collegate all'interno della Casa da gioco"; "l'attività degli amministratori giudiziari risponde agli organi giudiziari e a questi soltanto, anche se la presenza degli amministratori nel Casino permette alla governance di rapportarsi a loro per qualsivoglia esigenza". Per questo e altri motivi illustrati nelle motivazioni della decisione, il Tribunale di Torino ha confermato integralmente l'amministrazione giudiziaria del Casinò de la Vallée, respingendo la richiesta di revoca o di rimodulazione della misura avanzata dalla difesa della Casa da gioco. La decisione è stata assunta nel pomeriggio di oggi dal collegio della Sezione Misure di prevenzione composto dalla presidente Costanza Isabella Goria e dalle giudici Lucilla Raffaelli e Irene Gallesio, al termine dell'udienza che si è svolta questa mattina.
I giudici hanno quindi deciso di mantenere inalterata anzi di implementare con ulteriori autorizzazioni la misura di prevenzione già disposta nei confronti della società, confermando per intero il provvedimento e senza apportare alcuna modifica alle prescrizioni o alla sua durata.
La decisione arriva al termine di una giornata particolarmente attesa per il futuro della Casa da gioco valdostana. La difesa aveva chiesto la rimodulazione dell'amministrazione giudiziaria disposta il 28 maggio scorso dal Tribunale di Torino (ag sono i professionisti Corrado Corradino e Ivano Berardi), o in subordine una sua rimodulazione, sostenendo che la società avesse ormai adottato un sistema di governance e di controlli interni idoneo a prevenire il rischio di infiltrazioni e condizionamenti.
Di diverso avviso la Procura di Torino - oggi rappresentata dal pm aostano Francesco Pizzato, titolare dell'inchiesta penale e magistrato applicato per questa udienza - che aveva invece chiesto la conferma della misura, ritenendo persistenti le ragioni che avevano portato il Tribunale a disporla lo scorso aprile nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di finanza sui presunti rapporti tra alcuni dipendenti del Casinò e soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata.
Con la decisione odierna restano quindi in carica con pieni poteri gli amministratori giudiziari Corrado Corradino e Ivano Berardi, nominati dal Tribunale, che continueranno ad affiancare gli organi societari nel percorso di rafforzamento dei sistemi di controllo e di prevenzione. Corradino e Berardi sono autorizzati ad avvalersi dei consulenti del Casino e a redarre un libro-verbale delle riunioni afferenti i loro compiti. Le motivazioni del provvedimento, quando disponibili, consentiranno di comprendere nel dettaglio le ragioni che hanno indotto il collegio a confermare integralmente la misura, senza accogliere le richieste formulate dalla difesa.


patrizio gabetti



