Politica | 08 luglio 2026, 14:04

Bilancio di Cva in ritardo; il cda si tutela con pareri legali, chiama in causa Finaosta ma l'ad Argirò prende le distanze

Bilancio di Cva in ritardo; il cda si tutela con pareri legali, chiama in causa Finaosta ma l'ad Argirò prende le distanze

Il consiglio di amministrazione di Cva è arrivato al punto di commissionare costosi pareri legali per comprendere se il ritardo nell'approvazione del bilancio consolidato potesse esporre amministratori e società a eventuali responsabilità e, soprattutto, a chi tali responsabilità avrebbero potuto essere imputate.

È quanto emerge da una lettera che il presidente del cda, Giovanni Aliboni, ha inviato il 24 giugno ai vertici di Finaosta; un documento destinato ad aggiungere un nuovo tassello alla complessa vicenda che da settimane accompagna l'approvazione del bilancio della principale partecipata della Regione e che, soprattutto, fa emergere una significativa differenza di vedute tra il presidente e l'amministratore delegato Giuseppe Argirò (nella foto).

Il cda si tutela, chiesti pareri legali

Nella comunicazione Aliboni spiega che il consiglio di amministrazione della Compagnia valdostana delle acque, preoccupato dalle possibili conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle tempistiche ordinarie per l'approvazione del bilancio, ha deciso di rivolgersi ad avvocati specializzati per acquisire pareri in materia societaria. L'obiettivo era chiarire se il differimento della presentazione del bilancio potesse comportare responsabilità in capo agli amministratori o alla società e quale fosse il soggetto eventualmente chiamato a risponderne.

Una scelta che, secondo quanto appreso, ha comportato un costo complessivo di alcune decine di migliaia di euro, sostenuto proprio per mettere al riparo il Consiglio di amministrazione da possibili contestazioni future.

'Il ritardo non dipende da Cva'

Nella stessa lettera il presidente sostiene che un eventuale ritardo nell'approvazione del bilancio non possa essere ricondotto a negligenze o ritardi operativi della società partecipata. Secondo Aliboni, il differimento della tempistica sarebbe infatti conseguenza della richiesta avanzata da Finaosta di procedere a una revisione 'critica' dell'impairment test relativo alle partecipazioni del gruppo, attività che ha imposto ulteriori approfondimenti tecnici e inevitabilmente inciso sul cronoprogramma originariamente previsto.

Per questa ragione il presidente, interpretando la posizione della maggioranza del consiglio di amministrazione, chiede a Finaosta una manleva rispetto alle eventuali conseguenze che dovessero derivare dal ritardo nell'approvazione del bilancio, ritenendo che la causa del differimento sia riconducibile alla richiesta formulata dall'azionista.

Argirò non condivide la linea del presidente

È proprio su questo punto che emergerebbe una nuova frattura ai vertici della società, perchè risulta che l'amministratore delegato Giuseppe Argirò abbia scelto di dissociarsi dalla lettera del presidente Aliboni, ritenendo di non condividerne l'impostazione. Pur riconoscendo che la richiesta di revisione dell'impairment test abbia inevitabilmente comportato un allungamento dei tempi, Argirò ritiene infatti che tale circostanza non possa tradursi nell'attribuzione di una responsabilità diretta a Finaosta. La richiesta della finanziaria regionale, a suo giudizio, rientra nelle prerogative dell'azionista e costituisce l'esercizio di un potere pienamente legittimo.

Allo stesso tempo, però, l'amministratore delegato esclude che eventuali ritardi possano essere imputati alla stessa Cva, che si è limitata a svolgere gli approfondimenti richiesti nell'ambito di un procedimento divenuto inevitabilmente più complesso. Una posizione che si differenzia nettamente da quella sostenuta dal presidente del Consiglio di amministrazione e che conferma come, sulla gestione di questa delicata fase, non vi sia piena uniformità di vedute nemmeno all'interno della governance della società.

Il precedente della lettera del 13 maggio

La vicenda rappresenta un ulteriore sviluppo dello scontro emerso dopo la pubblicazione, da parte di Laprimalinea.it, della lettera inviata il 13 maggio da Giuseppe Argirò al consiglio di amministrazione di Cva.

In quel documento l'amministratore delegato annunciava, per la prima volta dall'inizio del proprio mandato, la decisione di partecipare ai lavori del Cda senza prendere parte al voto relativo alla procedura di revisione dell'impairment test.

Argirò aveva chiarito di non contestare la scelta tecnica di Finaosta, definendola una decisione "che va certamente rispettata", ma aveva sostenuto che la richiesta fosse maturata in un contesto fortemente influenzato dalle iniziative ispettive promosse negli ultimi mesi dal consigliere regionale Aurelio Marguerettaz. Parole che avevano provocato l'immediata replica del capogruppo dell'Union Valdôtaine e del presidente di Finaosta, Marco Linty (foto sopra), entrambi intervenuti per rivendicare la piena autonomia della finanziaria regionale rispetto a qualsiasi condizionamento politico.

Il confronto prosegue

Nel frattempo il dialogo tra Cva e le istituzioni regionali è proseguito; martedì 7 luglio Argirò ha incontrato la Giunta regionale per illustrare alcune operazioni realizzate dal gruppo negli anni scorsi, finite al centro di richieste di approfondimento da parte di alcuni esponenti politici. La lettera del 24 giugno aggiunge ora un nuovo elemento a una vicenda che continua ad assumere contorni sempre più complessi. Se da un lato il presidente Aliboni e la maggioranza del Consiglio di amministrazione ritengono che il ritardo nell'approvazione del bilancio trovi origine nella richiesta di revisione formulata da Finaosta, tanto da chiedere una manleva e acquisire costosi pareri legali sulle possibili responsabilità, dall'altro l'amministratore delegato prende le distanze da questa impostazione, ritenendo che non sia corretto individuare un soggetto cui attribuire la responsabilità del differimento dei tempi. Una divergenza che, per la prima volta, rende evidente una diversa lettura della vicenda anche all'interno dei vertici della principale società partecipata valdostana.

patrizio gabetti