Economia | 08 luglio 2026, 10:11

Imballaggi; dal 2030 stop Ue alle confezioni monouso

Immagine generata con I.A.

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Il regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio entrerà in vigore il 12 agosto, avviando un nuovo quadro di obblighi per Stati e aziende. La norma introduce criteri più severi sulla riciclabilità dei materiali e sul controllo delle sostanze nocive presenti negli imballaggi. La parte più incisiva del provvedimento scatterà però più avanti: dal 1° gennaio 2030 saranno vietati diversi imballaggi monouso oggi molto diffusi, dai flaconi di shampoo alle confezioni da sei bottiglie d’acqua, fino agli imballaggi per frutta e verdura fresca.

Il divieto colpirà soprattutto le confezioni considerate non essenziali. Tra queste rientrano gli imballaggi per frutta e verdura non trasformata sotto 1,5 chilogrammi, le porzioni individuali utilizzate nella ristorazione per salse e condimenti, le mini-confezioni dei prodotti da toilette negli alberghi e la pellicola termoretraibile impiegata negli aeroporti per avvolgere le valigie. Produttori e importatori dovranno inoltre ridurre al minimo peso e volume degli imballaggi, con l’obiettivo di contenere l’uso di materiali e la produzione di rifiuti.

Il regolamento interviene anche sulle sostanze perfluoroalchiliche, i PFAS, vietandone l’impiego negli imballaggi destinati al contatto con alimenti quando superano determinate soglie. La misura punta a limitare la presenza di composti particolarmente persistenti nell’ambiente.

Durante il Consiglio Ambiente a Lussemburgo, alcuni Stati membri – tra cui l’Italia – hanno chiesto chiarimenti operativi per garantire un’applicazione uniforme della norma. La pubblicazione degli atti delegati ancora mancanti è considerata essenziale per assicurare certezza giuridica e un percorso di conformità omogeneo in tutta l’Unione.

Parallelamente, la Commissione ha approvato le nuove regole sul riciclo delle bottiglie monouso in PET, definendo una metodologia comune per calcolare il contenuto riciclato, valida sia per il riciclo meccanico sia per quello chimico. Le disposizioni si applicheranno inizialmente ai materiali provenienti dai Paesi Ue e dallo Spazio economico europeo e, dal novembre 2027, anche ai Paesi Ocse. L’obiettivo è garantire trasparenza nel calcolo del contenuto riciclato e condizioni di concorrenza eque per le imprese del settore.

 

 

 

red.laprimalinea.it