La medicina in Valle si prepara a compiere un significativo salto tecnologico nel trattamento dei tumori. La Usl VdA e l'assessorato regionale alla Sanità hanno annunciato l'acquisizione della nuova piattaforma di radioterapia Radixact®, dotata della tecnologia Synchrony®, considerata tra le più avanzate oggi disponibili al mondo per la cura radioterapica delle patologie oncologiche.
L'investimento complessivo, comprensivo di acquisizione e manutenzione dell'apparecchiatura, ammonta a circa nove milioni di euro e consentirà di sostituire l'attuale sistema di tomoterapia elicoidale in uso all'Ospedale regionale 'Parini' di Aosta; la nuova tecnologia entrerà in funzione entro dicembre.
Per consentire lo smantellamento dell'attuale apparecchiatura, l'adeguamento dei locali, l'installazione del nuovo acceleratore lineare e tutte le operazioni di collaudo previste dalla normativa saranno necessari circa sei mesi di lavori. Dal 15 giugno, i pazienti che necessitano di radioterapia vengono quindi presi in carico temporaneamente dall'Ospedale di Ivrea, grazie a una convenzione stipulata tra le due aziende sanitarie.
Per limitare i disagi sono previsti il rimborso delle spese di viaggio, comprensive di chilometraggio e pedaggio autostradale, oltre a un servizio quotidiano di trasporto dedicato per chi non dispone di un mezzo proprio. L'elemento più innovativo della nuova piattaforma è rappresentato dalla tecnologia Synchrony®, capace di seguire in tempo reale gli spostamenti del tumore dovuti alla respirazione o ai piccoli movimenti involontari del paziente.
Il sistema adatta automaticamente il fascio di radiazioni con precisione millimetrica, concentrando il trattamento sulla lesione e riducendo l'irradiazione dei tessuti sani circostanti. Un'evoluzione che punta a diminuire gli effetti collaterali e ad aumentare l'efficacia terapeutica.
La nuova apparecchiatura sarà particolarmente indicata per il trattamento di neoplasie del polmone, fegato, pancreas, surrene, prostata, sistema nervoso centrale, cute e tumori ginecologici, oltre che di tutte le lesioni influenzate dal movimento respiratorio. Consentirà inoltre di effettuare trattamenti stereotassici ad altissima precisione, migliorare la qualità delle immagini diagnostiche, ridurre i tempi delle sedute e ampliare le possibilità terapeutiche anche nell'ambito della ricerca clinica.
La Struttura complessa di Radioterapia oncologica del 'Parini', diretta dal dottor Fernando Munoz (foto sopra), segue ogni anno circa 500 pazienti, dei quali il 38% proviene da altre regioni, confermando il ruolo di riferimento sovraregionale già assunto dal servizio. Il direttore sanitario della Usl, Mauro Occhi, sottolinea come l'intervento persegua un duplice obiettivo: offrire ai cittadini valdostani tecnologie all'avanguardia per limitare la mobilità sanitaria verso altre regioni e, allo stesso tempo, rendere il sistema sanitario regionale più attrattivo per i professionisti, soprattutto i più giovani.
Occhi riconosce il disagio temporaneo legato al trasferimento delle cure a Ivrea, definendolo però un passaggio indispensabile per dotare la Valle d'Aosta di una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili nel campo della radioterapia oncologica.
Per il direttore della Radioterapia oncologica, Fernando Munoz, l'arrivo della nuova apparecchiatura rappresenta "un passaggio storico" per la sanità regionale. Secondo il primario, la possibilità di seguire il tumore in tempo reale durante l'irradiazione consentirà trattamenti ancora più precisi anche su lesioni particolarmente complesse, riducendo l'esposizione dei tessuti sani e aumentando le probabilità di guarigione. Nel frattempo, aggiunge, la collaborazione con l'Ospedale di Ivrea garantirà la continuità terapeutica senza interruzioni nei percorsi di cura.
L'assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, definisce l'investimento "una scelta strategica" che conferma la volontà della Regione di continuare a potenziare il servizio sanitario valdostano attraverso tecnologie d'eccellenza.
Marzi ricorda come il percorso di rafforzamento della Radioterapia sia iniziato già nel 2024 con il conferimento dell'incarico di direttore della struttura al dottor Fernando Munoz e sottolinea che l'obiettivo resta quello di offrire cure sempre più efficaci, personalizzate e innovative direttamente sul territorio valdostano. L'assessore invita infine i cittadini "a comprendere i disagi temporanei legati ai lavori", evidenziando che la nuova apparecchiatura produrrà "benefici concreti e duraturi per la qualità dell'assistenza oncologica regionale".
L'intero progetto coinvolge, oltre alla Radioterapia oncologica, anche la Fisica sanitaria, l'Ingegneria clinica e tutte le figure professionali impegnate quotidianamente nei percorsi di cura.



i.d.



