Editoriale | 11 giugno 2026, 22:00

Cva sotto esame, ma non sotto accusa

Non c'è contraddizione tra le brillanti conclusioni della Sezione di controllo della magistratura contabile sui profitti e sulla distribuzione degli utili della società partecipata e gli accertamenti in corso della procura regionale; la Corte dei conti fa semplicemente il suo lavoro

Cva sotto esame, ma non sotto accusa

Attorno alla società partecipata Cva si sta sviluppando una rappresentazione che, a una lettura superficiale, potrebbe apparire persino contraddittoria. Da una parte la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti certifica, attraverso la deliberazione dedicata ai rapporti finanziari tra la Gestione speciale di Finaosta e il bilancio regionale, che la 'Compagnia valdostana delle acque' guidata dall'amministratore delegato Giuseppe Argirò e dal direttore generale Enrico De Girolamo costituisce il principale asset patrimoniale del sistema regionale e la fonte più importante di alimentazione delle risorse che rientrano nelle casse pubbliche valdostane; dall'altra emerge l'esistenza di un'attività istruttoria della Procura regionale della stessa Corte dei conti, che da mesi sta acquisendo documentazione relativa ad alcune operazioni societarie compiute dal gruppo energetico.

Per chi non ha familiarità con il funzionamento della magistratura contabile potrebbe sembrare una sorta di cortocircuito istituzionale; come può la stessa Corte dei conti riconoscere il ruolo strategico e la capacità di generare ricchezza di una società e contemporaneamente svolgere accertamenti sulla sua attività? In realtà il presunto paradosso esiste soltanto nella narrazione politica e mediatica, poiché sotto il profilo giuridico e istituzionale le due vicende appartengono a piani completamente differenti seppur complementari che non soltanto possono convivere, ma che in molti casi sono destinati inevitabilmente a incrociarsi.

La deliberazione della Sezione di controllo, infatti, non esprime giudizi sulla regolarità o meno di singole operazioni societarie, né è chiamata a valutare eventuali responsabilità personali di amministratori, dirigenti o soggetti pubblici. Il suo compito consiste nell'analizzare dati economici, flussi finanziari, bilanci, risultati gestionali e ricadute sui conti pubblici. Sotto questo profilo i numeri esaminati dai magistrati contabili appaiono difficilmente contestabili perchè la Regione, attraverso la Gestione speciale di Finaosta, continua a beneficiare in misura largamente prevalente degli utili distribuiti da Cva e le somme rientrate o programmate fino al 2028 superano complessivamente il mezzo miliardo di euro. Si tratta di dati oggettivi che attestano la straordinaria capacità della società energetica di generare risorse finanziarie per il sistema pubblico valdostano e che spiegano perché la stessa Amministrazione regionale continui a considerarla il proprio patrimonio industriale più importante.

Ben diverso è invece il lavoro svolto dalla Procura regionale della Corte dei conti, che non ha il compito di misurare la redditività di una società o il contributo che essa apporta ai conti pubblici, ma quello di verificare se determinati fatti abbiano eventualmente prodotto un danno erariale o se specifiche operazioni siano state realizzate nel rispetto delle norme e delle procedure previste dall'ordinamento. Si tratta di un'attività che, per sua natura, può riguardare qualsiasi ente, amministrazione o società pubblica, indipendentemente dai risultati economici conseguiti.

In altre parole, il fatto che una società produca utili rilevantissimi, distribuisca dividendi e rappresenti un pilastro dell'economia regionale non esclude che possano essere svolti accertamenti su singole operazioni ritenute meritevoli di approfondimento, così come l'eventuale esistenza di verifiche in corso non mette automaticamente in discussione i risultati economici che quella stessa società ha effettivamente prodotto. Sono valutazioni che rispondono a domande diverse; la Sezione di controllo si chiede quali effetti una società generi sui conti pubblici; la Procura regionale si domanda invece se specifici comportamenti abbiano rispettato o meno le regole previste e se abbiano eventualmente causato conseguenze dannose per l'erario. E non è raro che gli esiti delle attività di queste due diverse anime di un solo corpo spesso coincidano e si 'certifichino' a vicenda, confermando il corretto ed etico operato dirigenziale e nel contempo solidità dei bilanci e importanti flussi di cassa.

Vi è poi un ulteriore elemento che contribuisce a ridimensionare molte delle letture che stanno circolando in queste settimane. Da quanto risulta, infatti, l'attività istruttoria della Procura regionale su Cva avrebbe avuto origine da uno o più esposti dei quali non è attualmente nota la provenienza, o meglio la paternità di firma e dei quali non è possibile almeno per ora conoscere il contenuto. Ciò significa che l'intervento della magistratura contabile non nasce necessariamente da fatti già accertati, ma da segnalazioni che vengono sottoposte a verifica proprio per stabilire se abbiano o meno un fondamento concreto. È il motivo per cui vengono acquisiti documenti, delegate attività alla Guardia di finanza, ascoltate persone informate sui fatti e, secondo quanto emerso, affidati incarichi tecnici a consulenti esterni incaricati di esaminare la documentazione raccolta.

In questa fase, pertanto, attribuire alle verifiche in corso un significato diverso da quello che effettivamente hanno rischia di generare conclusioni fuorvianti. Non risulta infatti alcuna contestazione formalizzata, non risultano provvedimenti adottati nei confronti di amministratori o dirigenti e non risultano, allo stato attuale, giudizi definitivi o responsabilità accertate. Esiste esclusivamente un'attività istruttoria che la Procura regionale sta portando avanti per verificare se gli elementi contenuti negli esposti trovino effettivo riscontro nei fatti.

Più che un paradosso, dunque, la vicenda offre forse una dimostrazione di come funzionino gli strumenti di garanzia previsti dall'ordinamento. La stessa istituzione che, attraverso la propria Sezione di controllo, certifica il peso economico e finanziario di Cva per il sistema regionale dispone infatti di un organo requirente chiamato ad approfondire eventuali segnalazioni riguardanti specifiche operazioni societarie, senza che l'una attività condizioni o pregiudichi l'altra. Da un lato vi è la fotografia dei risultati economici concretamente raggiunti; dall'altro la verifica della correttezza del percorso che ha condotto a quei risultati. Confondere questi due livelli significa attribuire alla Corte dei conti una contraddizione che in realtà non esiste, poiché la magistratura contabile non sta affermando contemporaneamente che Cva abbia operato bene e male, ma sta semplicemente svolgendo due funzioni differenti, entrambe previste dalla legge ed entrambe necessarie per garantire il corretto rapporto tra gestione delle risorse pubbliche, trasparenza amministrativa e tutela dell'interesse collettivo.

patrizio gabetti