Economia | 11 giugno 2026, 06:16

L'ad di Cva al Tavolo di Elettricità Futura, 'stabilità per favorire gli investimenti'

Giuseppe Argirò, ad di Cva

Giuseppe Argirò, ad di Cva

L'idroelettrico è una risorsa strategica per il futuro energetico dell'Italia e necessita di un quadro normativo stabile che favorisca gli investimenti e la modernizzazione degli impianti. È il messaggio emerso dal Tavolo di Coordinamento Idroelettrico di Elettricità Futura, l'associazione che riunisce oltre il 90% del settore idroelettrico nazionale, ospitato nei giorni scorsi da Edison.

A chiudere i lavori è stato Giuseppe Argirò, amministratore delegato di Cva e vicepresidente di Elettricità Futura con delega all'idroelettrico, che ha evidenziato il ruolo centrale della produzione idroelettrica nel sistema energetico nazionale.

Secondo quanto emerso durante il confronto tra i principali operatori del comparto, l'idroelettrico costituisce una fonte rinnovabile programmabile e flessibile, fondamentale per accompagnare la crescita delle altre energie rinnovabili, garantire la stabilità della rete elettrica, ridurre la dipendenza energetica dall'estero e rafforzare la sicurezza del Paese.

Al centro del dibattito anche il tema delle concessioni. Gli operatori del settore hanno espresso preoccupazione per il rischio che l'Italia possa diventare l'unico Paese europeo a ricorrere sistematicamente a gare per l'assegnazione delle concessioni idroelettriche, introducendo elementi di incertezza in un comparto che richiede invece investimenti di lungo periodo.

Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti economici di eventuali procedure fondate principalmente sull'aumento dei canoni concessori. Secondo le valutazioni emerse nel corso del tavolo, tale impostazione potrebbe tradursi in un aggravio dei costi industriali con possibili ripercussioni sui prezzi dell'energia per famiglie e imprese.

Tra le proposte avanzate figura la necessità di un'armonizzazione normativa a livello europeo, in modo da garantire condizioni uniformi tra gli operatori dei diversi Paesi. Parallelamente è stata sottolineata l'urgenza di sbloccare gli investimenti e valorizzare il patrimonio impiantistico esistente. In questo contesto è stata richiamata anche la cosiddetta "quarta via", considerata uno strumento utile per conciliare interesse pubblico, certezza regolatoria e sviluppo industriale attraverso interventi di ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento degli impianti, oltre allo sviluppo dei sistemi di accumulo.

"L'Italia ha bisogno di creare le condizioni per valorizzare e modernizzare uno dei suoi principali asset energetici e industriali", ha affermato Argirò nel suo intervento conclusivo.

Nel corso dell'incontro è stato inoltre evidenziato come il settore idroelettrico italiano possa contare su una filiera industriale di eccellenza riconosciuta a livello internazionale, che spazia dall'ingegneria alla componentistica elettromeccanica fino alla realizzazione e gestione dei grandi impianti. Accelerare gli investimenti, secondo gli operatori, significherebbe sostenere la crescita economica, l'occupazione qualificata e la competitività del sistema produttivo nazionale.

i.d.