Dalla presunta mancanza di programmazione alle accuse di scarsa trasparenza, fino alle preoccupazioni per il traffico e le ricadute economiche sul territorio. Nel Consiglio Valle 'fiume' convocato alla vigilia della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes lungo il raccordo autostradale del Gran San Bernardo (statale 27), le forze di opposizione stanno rivolgendo un attacco compatto alla Giunta regionale e al Presidente, Renzo Testolin che dal canto suo, intervenendo all'apertura dell'Assemblea dedicata alla chiusura delle gallerie, ha sostenuto che l'amministrazione regionale si è attivata fin dall'inizio dell'anno per seguire la vicenda. Testolin ha ripercorso le iniziative intraprese dalla Regione, spiegando che, una volta ottenuti i dettagli sul progetto dei lavori e sulle tempistiche di chiusura delle gallerie, sono stati avviati approfondimenti e confronti con la società responsabile per valutare soluzioni alternative alla cantierizzazione prevista. L'obiettivo è stato quello di individuare modalità operative diverse e definire le misure di mitigazione più efficaci per limitare i disagi alla viabilità.
Il Presidente ha inoltre evidenziato l'importanza della segnaletica che sarà installata lungo i percorsi interessati, con l'obiettivo di indirizzare il traffico leggero, in particolare quello turistico, verso gli itinerari consigliati e di indicare ai mezzi pesanti il percorso obbligatorio da seguire durante il periodo di chiusura delle gallerie.
Uno dei temi più ricorrenti emersi nel dibattito riguarda i tempi con cui la Regione avrebbe affrontato il dossier. Secondo il capogruppo di Fratelli d'Italia Alberto Zucchi, l'esecutivo avrebbe rincorso l'emergenza anziché governarla, cercando solo in ritardo di modificare un assetto ormai definito. Zucchi ha ricordato come la chiusura fosse nota da mesi e ha contestato le recenti iniziative della Regione per verificare eventuali modalità alternative di esecuzione dei lavori, sostenendo che tali valutazioni avrebbero dovuto essere affrontate già nell'autunno del 2025.
Sulla stessa linea l'intervento di Clotilde Forcellati (Pd-Fp), che ha richiamato il ruolo della Regione all'interno della Sav, società di cui detiene il 28% delle quote e nella quale esprime tre rappresentanti nel consiglio di amministrazione. Forcellati ha ricordato che la chiusura totale delle gallerie sarebbe stata discussa e verbalizzata nel cda della società già il 5 novembre 2025, sostenendo che l'amministrazione regionale non possa dichiararsi sorpresa di fronte a una decisione conosciuta da tempo. Per la consigliera, governare significa prevedere e pianificare, non intervenire quando l'emergenza è ormai esplosa.
Anche Corrado Bellora (Lega Vallée d'Aoste) ha insistito sulla tempistica della vicenda, evidenziando che tra la deliberazione dei lavori da parte di Sav e la comunicazione pubblica del problema sarebbero trascorsi oltre cinque mesi. Bellora ha lamentato l'assenza di un'informazione tempestiva al Consiglio regionale e ai sindaci interessati, accusando la politica di aver lasciato spazio ai tecnici senza assumere pienamente il proprio ruolo decisionale.
Dure critiche sono arrivate anche da Eleonora Baccini (La Renaissance), che ha definito la vicenda l'ennesima dimostrazione di un fallimento politico nelle attività di programmazione, controllo e coordinamento. Pur riconoscendo la necessità degli interventi per la sicurezza delle infrastrutture, la consigliera ha giudicato incomprensibile l'assenza di una preparazione adeguata del territorio rispetto alle conseguenze di una chiusura destinata a durare circa un anno. Una situazione che, a suo giudizio, rischia di avere pesanti ripercussioni su cittadini, imprese, servizi e turismo dell'intera vallata.
Dal gruppo Avs, Andrea Campotaro ha invece posto l'accento sulle criticità della mobilità regionale. A suo avviso la chiusura delle gallerie evidenzia la fragilità di un sistema eccessivamente dipendente dal trasporto su gomma e aggravato dalle difficoltà che da tempo interessano il collegamento ferroviario con il Piemonte e l'Alta Valle. Campotaro ha avvertito che il traffico deviato verso Aosta rischia di congestionare ulteriormente alcuni nodi già particolarmente delicati, a partire dall'area della rotatoria dell'ospedale Parini, dove si concentrano contemporaneamente il traffico ordinario, i cantieri per l'ampliamento dell'ospedale e i percorsi alternativi previsti durante la chiusura delle gallerie.
L'intervento più duro è stato quello di Marco Carrel (Autonomisti di Centro), che ha messo direttamente in discussione la capacità del presidente Renzo Testolin di guidare la Regione. Carrel ha accusato il capo dell'esecutivo di non aver affrontato adeguatamente il dossier e ha lamentato l'assenza di misure compensative per cittadini e imprese, come eventuali agevolazioni tariffarie sulla tratta autostradale interessata dalla stessa concessione del raccordo. Secondo il consigliere, le risposte sarebbero dovute arrivare mesi fa e condivise preventivamente con amministratori locali e categorie economiche.
Il confronto in Aula ha così confermato come la chiusura delle due gallerie non rappresenti soltanto una questione infrastrutturale e viabilistica, ma sia ormai diventata anche un caso politico, sul quale le opposizioni contestano alla maggioranza regionale ritardi, carenze di comunicazione e mancanza di programmazione.


pa.ga.



