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Alleanza Verdi e Sinistra-Avs Valle d'Aosta interviene sulla riforma della legge elettorale nazionale approvata lo scorso 16 luglio dalla Camera dei deputati, esprimendo un giudizio fortemente critico sull'impianto del provvedimento ma riconoscendo, al tempo stesso, alcuni elementi che potrebbero avere effetti positivi per la rappresentanza valdostana.
In una nota diffusa oggi, il Movimento progressista ricorda anzitutto che il percorso legislativo non è ancora concluso. Il testo dovrà infatti affrontare un nuovo passaggio al Senato nel mese di settembre e, secondo Avs, non è escluso che venga successivamente sottoposto al vaglio della Corte costituzionale, dal momento che sono già stati annunciati ricorsi.
Tra gli aspetti maggiormente contestati figura il metodo con cui è stata affrontata la riforma. Per Avs è "molto grave" modificare le regole del voto a meno di un anno dalle elezioni, una scelta che il movimento paragona a quanto accaduto in Valle d'Aosta con la recente riforma della legge elettorale regionale. Un modo di procedere che, secondo la formazione politica, risponde più a interessi contingenti che a una reale esigenza di miglioramento del sistema democratico.
Le critiche riguardano anche altri punti del provvedimento, dalla limitata attenzione riservata alla parità di genere fino all'introduzione delle liste bloccate, che impediscono agli elettori di esprimere preferenze sui candidati. Più in generale, Avs giudica discutibile l'intero impianto della nuova normativa e rivendica la scelta dei propri parlamentari di votare contro il disegno di legge durante l'esame alla Camera.
Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, il Movimento evidenzia che il testo conferma l'attuale sistema di rappresentanza: resteranno infatti il collegio uninominale e la circoscrizione autonoma, con l'elezione di un deputato e di un senatore. Rimane inoltre invariata la procedura speciale prevista per la regione, con la presentazione delle candidature al Tribunale di Aosta e la proclamazione degli eletti da parte dello stesso Ufficio elettorale.
Proprio per questo motivo Avs respinge le critiche mosse dall'Union Valdôtaine, secondo cui la riforma violerebbe lo Statuto speciale: "Le candidature continueranno a essere presentate al Tribunale di Aosta - si legge nella nota - e sarà sempre tale Ufficio elettorale a proclamare le persone elette. Non ci pare che vi sia una violazione dello Statuto".
La principale novità introdotta dalla riforma, secondo Avs, riguarda invece la possibilità per i candidati valdostani di collegarsi a una o più liste nazionali. In questo modo i voti raccolti in Valle d'Aosta potranno contribuire anche al raggiungimento del quorum del 42% previsto per l'assegnazione del premio di maggioranza alla coalizione vincente. Il nuovo modello di scheda elettorale previsto per la regione riporterà infatti, accanto ai nomi dei candidati locali, anche i simboli delle coalizioni nazionali alle quali saranno eventualmente collegati.
Pur sottolineando la complessità della normativa, definita il risultato della sovrapposizione di numerose leggi ed emendamenti che lasciano ancora alcuni aspetti poco chiari, Avs ritiene che questa innovazione rappresenti un cambiamento politico significativo. "Il fatto che le elettrici e gli elettori valdostani possano, con il loro voto, incidere sugli equilibri nazionali rappresenta un elemento positivo", sostiene il Movimento.
Infine, Alleanza Verdi e Sinistra legge la riforma anche in chiave politica locale, ritenendo che il nuovo sistema rappresenti "un incentivo" per la sinistra valdostana a rafforzare la propria unità e a caratterizzarsi con maggiore chiarezza sia rispetto all'Union Valdôtaine sia nei confronti delle forze di centrodestra. Il Movimento conclude annunciando che seguirà con attenzione il dibattito parlamentare previsto a settembre al Senato e i successivi sviluppi dell'iter della riforma elettorale.
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i.d.



