Cronaca | 07 giugno 2026, 07:20

Inchiesta rifiuti in Valdigne; le difese di alcuni indagati, 'conferimenti occasionali e modeste quantità di inerti'

Inchiesta rifiuti in Valdigne; le difese di alcuni indagati, 'conferimenti occasionali e modeste quantità di inerti'

Prime posizioni difensive da parte dei 24 indagati dai carabinieri di Courmayeur e Aosta per presunte irregolarità nella gestione di rifiuti speciali inerti nella Valdigne.

Secondo quanto riferito dai legali che assistono alcune delle persone finite sul registro degli indagati, diversi conferimenti contestati dagli inquirenti avrebbero avuto carattere del tutto occasionale e riguarderebbero quantitativi limitati di materiale. In alcuni casi, sostengono le difese, si tratterebbe non di imprese che stoccavano abitualmente risultanze di cantiere ma residenti che avrebbero scaricato su quel terreno di strada Larzey, in località Entrèves di Courmayeur, - sequestrato dagli investigatori dell'Arma - modeste quantità di inerti provenienti da piccoli lavori domestici.

Uno degli avvocati evidenziando che i carabinieri avrebbero posto i sigilli "a un'area che al loro arrivo risultava praticamente quasi del tutto libera da rifiuti" parla anche, ad esempio, di persone coinvolte nell'indagine per aver conferito "qualche secchio di ceramiche rotte" derivanti dal rifacimento del bagno di un'abitazione. Circostanze che, secondo la difesa, dovranno essere valutate singolarmente per accertare l'effettiva rilevanza delle condotte contestate e l'eventuale consapevolezza dei soggetti interessati circa la natura e la regolarità del sito utilizzato. 

L'indagine, coordinata dalla Procura di Aosta e condotta dai carabinieri del Reparto operativo di Aosta e della Stazione di Courmayeur, ipotizza che per almeno due anni l'area di Entrèves sia stata utilizzata come deposito non autorizzato per rifiuti speciali inerti e altri materiali provenienti prevalentemente da attività edilizie. Tra gli indagati figurano per l'appunto imprenditori, titolari di imprese e privati cittadini. Tra le contestazioni, anche la possibile falsificazione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR), documenti obbligatori che accompagnano il trasporto dei materiali e ne attestano provenienza e destinazione.

Nel frattempo potrebbe approdare presto davanti al Tribunale del Riesame la posizione dell'imprenditore titolare dell'azienda e del terreno sequestrato che, secondo la ricostruzione investigativa, si occupava del trasferimento dei materiali dall'area di Entrèves al suo impianto autorizzato di recupero situato a Morgex.

L'uomo starebbe infatti valutando di impugnare il provvedimento di sequestro che ha colpito due mezzi aziendali, un autocarro e un escavatore, ritenuti dagli investigatori funzionali alle attività oggetto dell'inchiesta. Quei veicoli sarebbero però indispensabili all'impresa per l'esecuzione di altri lavori già programmati e di imminente avvio in altre zone della Valdigne.

pa.ga.