Economia | 21 maggio 2026, 12:00

Emergenza casa; Fillea Cgil e Sunia VdA, 'servono investimenti veri e risposte immediate'

Emergenza casa; Fillea Cgil e Sunia VdA, 'servono investimenti veri e risposte immediate'

L’emergenza abitativa sta diventando sempre più grave anche in Valle d’Aosta, dove famiglie, giovani, lavoratori e pensionati fanno sempre più fatica a trovare o mantenere una casa a costi sostenibili. A denunciarlo sono Fillea Cgil VdA e Sunia VdA, che lanciano un appello per investimenti concreti e immediati sul diritto all’abitare.

Secondo le due organizzazioni sindacali, il Piano Casa varato dal Governo non sarebbe sufficiente a fronteggiare una crisi che coinvolge ormai ampie fasce della popolazione. “Destano forti preoccupazioni sia l’entità insufficiente degli investimenti messi in campo sia i tempi troppo lunghi necessari a rendere realmente efficaci gli interventi”, spiegano.

Nel comunicato vengono citati i dati di una ricerca della Fillea Cgil nazionale: il costo medio per costruire o ristrutturare un alloggio in Italia sarebbe di circa 2 mila euro al metro quadrato. Considerando un appartamento medio di 60 metri quadrati e le circa 250 mila famiglie in attesa di una casa popolare, servirebbero almeno 30 miliardi di euro per affrontare concretamente l’emergenza abitativa. A fronte di questo fabbisogno, il Governo avrebbe stanziato soltanto 950 milioni di euro attraverso fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Fillea Cgil e Sunia evidenziano inoltre come la questione abitativa non riguardi solo le famiglie in difficoltà economica, ma anche studenti, lavoratori fuori sede e persone con problematiche sanitarie che necessitano di soluzioni adeguate.

“Investire seriamente nella casa – sostengono – significa anche sostenere lo sviluppo economico del Paese”. Un grande piano pubblico per l’abitare, secondo i sindacati, avrebbe infatti effetti positivi sull’occupazione, sulla formazione e sull’intero comparto delle costruzioni, soprattutto in vista della progressiva conclusione degli investimenti legati al PNRR.

Preoccupano anche le ipotesi di un crescente coinvolgimento di investitori privati nel Piano Casa. Secondo le organizzazioni sindacali, il rischio è quello di favorire logiche speculative poco attente alla funzione sociale dell’abitare e di accentuare ulteriormente le disuguaglianze.

Nel comunicato viene sottolineato inoltre come, mentre la domanda abitativa continua a crescere, l’offerta diminuisca. Migliaia di alloggi sfitti restano inutilizzati per mancanza di manutenzione o vengono destinati ad affitti irregolari e in nero, contribuendo all’aumento dei prezzi anche per il ceto medio.

Le due organizzazioni richiamano anche le stime Istat per il biennio 2025-2026, secondo cui oltre un italiano su cinque rischia la povertà o l’esclusione sociale, con un aumento significativo della povertà assoluta.

“Anche in Valle d’Aosta molte famiglie vivono situazioni di forte disagio economico e sociale”, evidenziano Fillea Cgil e Sunia, chiedendo alla Regione di investire concretamente nel sistema casa, sostenere la riqualificazione delle imprese e favorire nuova occupazione in un settore ritenuto strategico per il futuro del territorio.

Infine, i sindacati ribadiscono la necessità di dare piena attuazione all’Agenzia per la Casa attraverso “investimenti concreti e strutturali”, superando quella che definiscono la logica degli interventi frammentari e insufficienti.

“La casa rappresenta oggi uno dei principali strumenti di sviluppo sociale ed economico. Garantire il diritto all’abitare significa costruire una società più giusta, più stabile e più coesa”, concludono.

i.d.