La Difensora civica della Valle d’Aosta, Adele Squillaci, ha presentato oggi, venerdì 15 maggio, l’attività svolta nel corso del 2025 dall’Ufficio di difesa civica, illustrando anche i dati relativi ai ruoli di Garante dei detenuti, dell’infanzia e adolescenza e delle persone con disabilità.
Nella relazione emerge un quadro caratterizzato da un crescente disagio sociale, difficoltà nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione e carenze di personale negli enti pubblici, ma anche dalla volontà di rafforzare ascolto e mediazione istituzionale.
"Il 2025 è stato un anno segnato da contraddizioni, sofferenza e speranza", ha spiegato Squillaci, sottolineando come molti cittadini lamentino "scarsa chiarezza" nella comunicazione delle Amministrazioni, soprattutto tra le persone economicamente fragili o prive degli strumenti per orientarsi nei procedimenti burocratici e digitali.
Difesa civica, Comuni e Regione i principali destinatari delle segnalazioni
Nel 2025 l’Ufficio di difesa civica ha trattato 283 casi presentati da 107 utenti, con un’età media di 56 anni. I casi hanno riguardato principalmente i Comuni, con 91 pratiche, di cui il 69% riferito al Comune di Aosta, seguiti dalla Regione con 84 casi, concentrati soprattutto sulla Sovraintendenza agli studi e sui Dipartimenti politiche sociali e personale.
Coinvolti anche l’Usl VdA con 21 casi, l’Agenzia delle Entrate con 15 e l’Inps con 11. L’Ufficio ha inoltre ricevuto 35 richieste improprie, per le quali non era possibile intervenire direttamente.
Tra le materie più trattate figurano i rapporti istituzionali (88 casi), le sanzioni amministrative e la circolazione stradale (23 casi ciascuno), oltre all’impiego pubblico e ai servizi sanitari.
Secondo Squillaci, molti cittadini incontrano difficoltà nella comprensione degli iter amministrativi digitali e lamentano l’assenza di interlocutori diretti: «In molti casi i funzionari accolgono la richiesta di un appuntamento ma la carenza di organico ha sostituito questa opportunità con call center in cui il riscontro è standardizzato».
La Difensora civica ha inoltre segnalato episodi di forte tensione nei rapporti con alcuni utenti, arrivati anche a utilizzare toni offensivi nei confronti dell’Ufficio, tanto che in un caso è stata necessaria una segnalazione alla Procura.
Carcere di Brissogne, aumentano i detenuti
Nell’attività di Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, l’Ufficio ha seguito 73 casi.Dei 153 detenuti presenti nella Casa circondariale di Brissogne, 30 hanno richiesto un colloquio con la Garante, per un totale di 36 incontri. L’età media dei detenuti che si sono rivolti all’Ufficio è di 38 anni.
Le problematiche più frequenti hanno riguardato le condizioni di detenzione, il rapporto con il personale penitenziario, i trasferimenti e il lavoro interno al carcere.
La relazione evidenzia anche l’aumento della popolazione detenuta: dai 102 detenuti del 2022 si è passati ai 153 del 2025. Resta elevata la presenza di detenuti stranieri, pari al 56,9% del totale.
Pur escludendo situazioni di sovraffollamento, Squillaci ha segnalato la persistente carenza di personale amministrativo e di agenti di polizia penitenziaria. Ha però evidenziato come, grazie alla professionalità degli operatori e del personale sanitario, nel 2025 non si siano verificati suicidi né episodi di autolesionismo, a differenza di quanto avviene in molte carceri italiane.
Criticità sono state invece evidenziate sul fronte delle attività trattamentali e del volontariato: diverse iniziative dell’Associazione valdostana volontariato carcerario, come apicoltura, teatro e coltivazione dello zafferano, non sarebbero state autorizzate nel 2025.
Minori, preoccupano i disturbi alimentari tra gli adolescenti
Sono stati soltanto sette i casi affrontati nel 2025 come Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, presentati da tre utenti. I temi principali hanno riguardato istruzione e servizi sanitari, in particolare gli obblighi vaccinali. Secondo Squillaci, il basso numero di segnalazioni riflette sia la scarsa conoscenza del ruolo del Garante sia il generale buon funzionamento dei servizi sociali regionali.
Resta però alta l’attenzione sul disagio giovanile e sui disturbi alimentari: "Continua a preoccupare l’elevato numero di adolescenti con problemi di disturbi alimentari che si avvalgono delle strutture di Psichiatria già a partire dai 10 o 11 anni".
La relazione segnala inoltre il calo demografico minorile in Valle d’Aosta: al 31 dicembre 2025 i minori residenti erano 17.660, in diminuzione del 3,1% rispetto all’anno precedente. A fine 2025 erano invece 82 i minori ospitati nelle comunità socio-educative valdostane, di cui 34 minori stranieri non accompagnati.
Disabilità, Numeri in crescita, servono più risorse
Nel ruolo di Garante dei diritti delle persone con disabilità, Squillaci ha esaminato 41 casi presentati da 14 utenti. La maggior parte delle pratiche ha riguardato la Regione, soprattutto il Dipartimento politiche sociali e quello dei trasporti e mobilità sostenibile.
La Garante ha evidenziato il forte aumento delle persone con disabilità in Valle d’Aosta: le persone con invalidità superiore al 35% sono passate da 11.196 nel 2023 a 11.736 nel 2025, mentre quelle con disabilità riconosciuta sono cresciute da 5.726 a 6.906. Nel corso del 2025 è inoltre proseguita la sperimentazione regionale della riforma della disabilità, destinata a entrare pienamente in vigore a livello nazionale dall'1 gennaio 2027.
"Occorre munire tutte le pubbliche amministrazioni valdostane di maggiori risorse umane e strumentali per la disabilità", ha concluso Squillaci, richiamando il rischio di esclusione sociale, scolastica e lavorativa e il peso crescente sostenuto dalle famiglie e dai caregiver.


i.d.



