Cronaca | 03 maggio 2026, 14:40

Petizione online contro le barriere antisuicidi al ponte di Introd

Petizione online contro le barriere antisuicidi al ponte di Introd

C'è un fronte di dissenso alle nuove barriere antisuicidi installate sul ponte di Introd. Organizzata da un comitato di residenti, nelle ultime ore è comparsa su Change.org una raccolta firme dal titolo 'Salviamo il ponte di Introd', che in poche ore ha già raccolto circa 270 adesioni, chiedendo la rimozione delle strutture metalliche recentemente posate.

Nel testo che accompagna la petizione, i promotori definiscono il ponte “non solo un’infrastruttura, ma un simbolo identitario, storico e paesaggistico”, punto di riferimento per la comunità locale e per i territori limitrofi, da Valsavarenche a Rhêmes-Saint-Georges fino a Rhêmes-Notre-Dame.

Secondo i firmatari, l’intervento realizzato avrebbe prodotto “un impatto visivo e paesaggistico senza precedenti”, alterando in modo radicale la percezione dell’opera e del contesto naturale in cui è inserita. Le barriere vengono descritte come “massicce, sgraziate e sproporzionate”, tali da compromettere l’immagine storica del ponte.

Il passaggio più delicato della petizione riguarda il bilanciamento tra sicurezza e tutela del paesaggio. I promotori riconoscono esplicitamente la gravità del fenomeno dei suicidi che ha interessato il ponte a partire dal 1993, sottolineando come non vi sia “né superficialità né indifferenza verso il dolore delle famiglie”. Tuttavia, contestano la scelta tecnica adottata: “la risposta non può essere la cancellazione della bellezza”, si legge nel testo, che definisce le barriere una “gabbia” incompatibile con il valore storico e culturale del manufatto.

Oltre all’impatto estetico, la raccolta firme punta il dito contro quello che viene percepito come un deficit di confronto pubblico. La decisione, secondo i promotori, sarebbe stata presa “senza alcun coinvolgimento della comunità”, su un intervento giudicato altamente impattante. Non mancano anche osservazioni di carattere pratico; vengono segnalate difficoltà di transito per alcuni mezzi pesanti e sollevati dubbi sulla coerenza dell’opera rispetto alle norme di tutela dei beni culturali. Il ponte, si evidenzia, rappresenta anche un elemento turistico e paesaggistico strategico per l’economia locale.

Due le richieste principali avanzate dalla petizione: la rimozione delle attuali barriere, con una valutazione di soluzioni alternative “meno impattanti, più moderne e coerenti con il contesto”, e un investimento strutturale nella prevenzione socio-sanitaria, attraverso il potenziamento dei servizi territoriali, delle reti di ascolto e degli interventi di prossimità. “La sicurezza non può essere affidata solo al ferro”, si legge nel passaggio conclusivo, che richiama la necessità di politiche pubbliche più ampie e lungimiranti.

red.laprimalinea.it