Cronaca | 28 aprile 2026, 10:36

Condannato a cinque anni di carcere il ladro 'bloccato' dai residenti ad Arnad

Zef Lleshaj lo scorso 19 dicembre, accompagnato dalla Penitenziaria in tribunale ad Aosta per la convalida del fermo dopo le dimissioni dall'ospedale

Zef Lleshaj lo scorso 19 dicembre, accompagnato dalla Penitenziaria in tribunale ad Aosta per la convalida del fermo dopo le dimissioni dall'ospedale

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Si chiude con una condanna a cinque anni di reclusione il processo a carico di Zef Lleshaj, 42 anni, cittadino albanese, accusato di un furto in abitazione avvenuto ad Arnad lo scorso 5 dicembre.

La sentenza è stata pronunciata questa mattina dal tribunale di Aosta, al termine di un procedimento nel quale il pubblico ministero aveva chiesto una pena più severa, pari a sette anni, ritenendo pienamente provata la responsabilità dell’imputato.

Lleshaj non era presente in aula: risulta infatti irreperibile dopo essere evaso da una comunità del Canavese dove si trovava agli arresti domiciliari.

L’uomo era già finito al centro delle cronache nel novembre scorso, quando era stato arrestato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso a rubare in un’abitazione ad Arnad. In quell’occasione era stato sottratto al linciaggio da parte di alcuni cittadini intervenuti sul posto.

Nel corso del processo, la difesa, rappresentata dall’avvocato Carlo Alberto La Neve, ha sostenuto che il proprio assistito si fosse reso responsabile di un solo episodio di furto – quello oggetto del procedimento – e che peraltro aveva ammesso le proprie responsabilità, con restituzione integrale della refurtiva.

Il legale ha inoltre sottolineato le conseguenze fisiche subite dall’imputato al momento dell’arresto, rimarcando che era stato colpito con una picconata e aveva riportato la frattura del bacino, subendo lesioni gravi da parte dei cittadini, gesto ritenuto "inaccettabile” dall'avvocato. La difesa ha comunque riconosciuto come ingiustificata la successiva evasione dell’uomo, che si è sottratto al processo e risulta tuttora ricercato.

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red.laprimalinea.it