Politica | 22 aprile 2026, 09:35

Scontro su mandati Testolin; Aggravi risponde a FdI, 'dubbi su richiamo alla legge elettorale nella difesa della Regione'

Il Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi

Il Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi

Invoca “rigorosa prudenza istituzionale” e mette nero su bianco una “marcata riserva” sul piano politico. Il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, interviene con una lettera indirizzata al gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia sui contenuti della costituzione in giudizio della Regione nel procedimento sull’eleggibilità del presidente della Giunta, Renzo Testolin. Sul caso, il gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Valle ha formalmente chiesto ad Aggravi di valutare “eventuali azioni legali” a tutela del ruolo e dell’autonomia dell’istituzione consiliare.

Al centro della presa di posizione di Aggravi la scelta – contenuta nella memoria difensiva dell’ente – di evocare la possibile illegittimità costituzionale della legge elettorale regionale approvata dal Consiglio Valle nel 2007. Un’impostazione che Aggravi, pur senza entrare nel merito giuridico destinato alle sedi competenti, giudica problematica sotto il profilo politico-istituzionale.

“Pur senza sovrapporre valutazioni politico-istituzionali a profili che dovranno essere eventualmente scrutinati nelle sedi competenti – scrive – non posso non rilevare, sul piano personale e politico, una marcata riserva rispetto al fatto che una questione di tale natura venga evocata nell’ambito della memoria difensiva con cui la Regione si è costituita in giudizio”.

Secondo il presidente dell’Assemblea, questa linea argomentativa rischia di generare “comprensibili preoccupazioni”, anche perché pone un tema di coerenza istituzionale: da un lato il ruolo esercitato in passato dal legislatore regionale nell’approvare la legge elettorale, dall’altro la posizione che oggi compete a Regione e Consiglio Valle mentre il giudizio è ancora pendente.

Aggravi allarga poi il ragionamento, sottolineando come vicende di questo tipo richiedano particolare attenzione non solo alla sostenibilità giuridica delle scelte tecniche, ma anche ai loro riflessi politici e ordinamentali. In gioco, evidenzia, c’è anche il significato dell’Autonomia speciale valdostana. Alcune argomentazioni contenute nel ricorso, osserva, potrebbero infatti prestarsi a “letture problematiche”, nella misura in cui sembrano avvicinare legislazione e prassi regionale a quella statale, con possibili conseguenze sulla valorizzazione delle specificità dell’ordinamento valdostano.

Nel passaggio finale, il presidente del Consiglio Valle richiama anche il contesto in cui si è svolta l’elezione del presidente della Regione. Un elemento che, pur non esaurendo il piano giuridico, contribuisce – a suo avviso – a definire il quadro complessivo. In particolare, Aggravi evidenzia come chi oggi ha promosso il ricorso abbia partecipato pienamente alla procedura elettiva: dal dibattito in aula al voto finale a scrutinio segreto, senza che risultino contestazioni formali, soprattutto nella fase dello spoglio.

Elementi che “non possono essere trascurati”, conclude, ribadendo la linea della Presidenza: mantenere in questa fase un atteggiamento di cautela, riservandosi ogni eventuale iniziativa alla luce degli sviluppi processuali.

pa.ga.