Dopo un'ora circa di udienza si saprà solo tra tra qualche giorno, la decisione del collegio del Tribunale ordinario di Aosta chiamato questa mattina ad affrontare uno dei nodi politico-giuridici più delicati della legislatura valdostana, il ricorso che contesta la legittimità dell’attuale assetto della governance regionale, a partire dall’elezione del Presidente Renzo Testolin e del vicepresidente Luigi Bertschy. La decisione - ordinanza o sentenza - sarà 'nel rito' o 'nel merito' ovvero o sulla regolarità formale del processo (validità, procedibilità, competenza del tribunale ordinario, della Corte d'Appello di Torino o del Tar), chiudendosi senza risolvere la controversia sostanziale oppure affronterà la fondatezza della domanda giudiziale, ovvero la legittimità del quarto mandato di Governo, accogliendola o rigettandola dopo aver analizzato i fatti e il diritto applicabile.
L’azione legale, promossa da Alleanza Verdi e Sinistra – Rete civica e depositata nei mesi scorsi, punta a far luce sull’interpretazione del limite ai mandati previsto dalla legge regionale 21 del 2007. Secondo i ricorrenti, l’attuale configurazione della Giunta violerebbe le norme che regolano durata e numero massimo degli incarichi, rendendo quindi illegittima l’elezione dei due vertici dell’esecutivo. Il punto centrale della controversia riguarda il conteggio dei mandati già svolti da Testolin e Bertschy. Il Tribunale deve stabilire se questi debbano essere considerati ai fini del limite fissato dalla legge e, di conseguenza, se l’elezione avvenuta in Consiglio Valle sia conforme o meno al quadro normativo vigente. A sostegno del ricorso, i proponenti hanno prodotto un parere pro veritate del costituzionalista Andrea Morrone, oggi presente in tribunale assieme alla legale Sara Fiorucci. Nel documento, Morrone sostiene che, avendo già ricoperto per tre volte consecutive incarichi interni alla Giunta in tre legislature successive, Testolin e Bertschy non sarebbero rieleggibili per una quarta volta nella legislatura attuale. Una lettura contestata da altri autorevoli giuristi, tra i quali il professore Enrico Grosso, incaricato dalla difesa dei due esponenti di governo e Nicola Lupo, consulente della segreteria generale del Consiglio Valle, che sostengono invece che quella in corso rappresenti la terza legislatura utile per entrambi, rendendo quindi legittima l’elezione. Dello stesso parere, ovviamente, gli avvocati Marcello Cecchetti e Riccardo Jans (Avvocatura regionale) per la difesa di Testolin (entrambi nella foto sopra assieme al collega Lupo).
"I ricorrenti pretendono un'interpretazione della norma secondo la quale anche un solo giorno da Presidente o da assessore nel terzo mandato consiliare impedirebbe qualunque carica nel quarto mandato - ha sostenuto Cecchetti ai giornalisti - tesi che per noi è assurda: al di sotto dei due anni, sei mesi e un giorno di carica in Giunta, Testolin e Bertschy possono ricoprire la carica attuale ed è proprio questo che è avvenuto nella scorsa legislatura". Jans ha ribadito che "l'intervento della Regione oggi avviene a tutela di una deliberazione del Consiglio Valle che ha eletto il Presidente Testolin interpretando la legge nel senso conforme alla Costituzione e quindi ritenendo leggittimo il mandato attualmente ricoperto. La difesa della Regione è stata direttamente consequenziale alla deliberazione del Consiglio".
L'avvocato Fiorucci si è detta "pienamente soddisfatta nella certezza di aver rappresentato il quadro reale delle cose e di aver evidenziato tutti gli aspetti del caso in maniera esauriente", nonchè "fiducia sulla decisione dei giudici, anche se ovviamente dovremo attendere un pò per conoscerla".


pa.ga.



