Seduta segnata dalla protesta, oggi mercoledì 22 aprile, in Consiglio regionale. I gruppi di opposizione – Autonomisti di Centro, Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste, PD-Federalisti Progressisti, Alleanza Verdi e Sinistra e La Renaissance Valdôtaine – hanno abbandonato i lavori durante la discussione del disegno di legge su protezione civile e radiotelecomunicazioni. A motivare la protesta è stato Marco Carrel, esponente degli Autonomisti di Centro, che ha parlato di un confronto giudicato insoddisfacente con l’Esecutivo. Secondo il consigliere, non sono arrivate le risposte attese su un nodo considerato centrale, in un clima che – ha sottolineato – presenta tratti di evidente criticità istituzionale. Carrel ha quindi spiegato la scelta di non sostenere il provvedimento, evidenziando come la decisione della Giunta di sollevare dubbi di costituzionalità su leggi approvate dal Consiglio rappresenti, a suo avviso, un elemento grave. Da qui la volontà di dare un segnale politico forte, anche attraverso l’uscita dall’Aula, rivendicata come atto a tutela dell’autonomia dell’assemblea legislativa.
Nel suo intervento, il consigliere ha inoltre invitato i gruppi di maggioranza a unirsi alla protesta qualora ne condividessero le ragioni. Un appello che, tuttavia, non ha trovato seguito
Una decisione politica, hanno condiviso i consiglieri di opposizione, che prescinde dal merito del provvedimento e punta invece a denunciare "un attacco senza precedenti" all’istituzione consiliare. Nel mirino, la condotta della Giunta regionale, accusata di aver messo in discussione la legittimità costituzionale di leggi approvate dallo stesso Consiglio nell'ambito dello scontro sulla legittimità del quarto mandato governativo.
"Siamo di fronte a una situazione paradossale – dichiarano – in cui la Giunta mina il ruolo e l’autorità del massimo organo legislativo regionale. Il potere legislativo non può essere piegato a esigenze personali o di parte, ma deve rispondere esclusivamente all’interesse della comunità valdostana".


pa.ga.



