Themis e Metis | 14 aprile 2026, 07:14

Smart working; le nuove regole sulla sicurezza

Ora l’informativa diventa obbligo sanzionabile

Smart working; le nuove regole sulla sicurezza

Dal 7 aprile 2026 è entrata ufficialmente in vigore la novità introdotta dalla Legge annuale sulle Piccole e Medie Imprese (L. 34/2026), che rafforza in modo significativo gli obblighi di salute e sicurezza per i lavoratori in smart working, trasformando l’informativa scritta da semplice adempimento formale a strumento centrale e vincolante. La nuova disciplina chiarisce che, anche quando il lavoro si svolge fuori dai locali aziendali – in casa, in co‑working o in qualsiasi luogo non direttamente controllato dal datore di lavoro – resta comunque in capo all’azienda la responsabilità di garantire condizioni adeguate di sicurezza. Per adempiere correttamente a tali obblighi, il datore di lavoro deve ora consegnare almeno una volta all’anno un’informativa scritta sia al lavoratore sia al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, documento che deve descrivere in modo chiaro i rischi generali e specifici del lavoro agile, quelli legati all’uso di dispositivi elettronici, l’affaticamento visivo, i problemi posturali, lo stress lavoro‑correlato e le indicazioni per organizzare correttamente l’ambiente domestico. Non si tratta di un nuovo obbligo, poiché l’informativa era già prevista dall’art. 22 della Legge 81/2017, ma la riforma ne potenzia l’efficacia rendendola perentoria e soprattutto sanzionabile. La modifica al Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) introduce infatti un regime sanzionatorio specifico: la mancata consegna o il mancato aggiornamento annuale dell’informativa può comportare l’arresto da due a quattro mesi e multe fino a 7.403,96 euro. Le sanzioni si applicano a tutte le imprese, senza distinzione di dimensioni, rafforzando il principio di prevenzione in un contesto in cui il controllo diretto del datore di lavoro è limitato e dove diventa essenziale trasferire al lavoratore conoscenze e consapevolezza per gestire i rischi in modo attivo. La legge segna così il passaggio da un modello reattivo a uno partecipativo: il datore di lavoro fornisce strumenti e informazioni, mentre il lavoratore assume un ruolo più responsabile nella tutela della propria salute. Le aziende sono ora chiamate ad adeguarsi rapidamente predisponendo o aggiornando l’informativa, consegnandola annualmente e conservandone prova, perché la mancata conformità può comportare conseguenze penali e amministrative rilevanti. 

 

red.laprimalinea.it