Una regione tra le più sicure d’Italia, ma con una percezione della criminalità spesso distorta. È questo il messaggio emerso oggi a Palazzo regionale durante le celebrazioni per il 174esimo anniversario della Polizia di Stato, alla presenza del nuovo questore di Aosta, Angela Cannavale.
Insediata da pochi giorni alla guida della Questura, Cannavale ha scelto volutamente il Palazzo regionale come sede della cerimonia, sottolineando “la centralità delle istituzioni” e la necessità di un lavoro condiviso “per il perseguimento del bene pubblico”.
Sicurezza reale e percezione, 'Cortocircuito informativo'
Al centro dell’intervento del questore il tema della distanza tra cittadini e istituzioni, indicata come una delle cause principali della percezione di insicurezza.
“Troppo spesso – ha spiegato – questa distanza genera un cortocircuito informativo: mentre l’Italia presenta tassi di criminalità inferiori rispetto ad altri Paesi, la percezione resta elevata”. Un fenomeno che riguarda anche la Valle d’Aosta, “tra le regioni con il più basso livello di delittuosità”, ma dove “non sempre vi è piena consapevolezza della realtà”.
A incidere, secondo Cannavale, è anche l’esposizione continua alle notizie, soprattutto negative, che “alimentano paure e ansie non sempre giustificate o scollegate dai fatti reali”, in un contesto internazionale segnato da conflitti che contribuiscono a una visione più insicura della realtà.
Nel suo intervento, il questore ha ribadito l’impegno delle forze di polizia su alcuni fronti particolarmente sensibili: il bullismo e il cyberbullismo, la violenza di genere e le truffe agli anziani. “L’attività operativa e investigativa – ha sottolineato – produce risultati importanti, ma non è sufficiente da sola. Serve un cambiamento culturale”. Da qui l’intensificazione di campagne informative e percorsi di educazione alla legalità nelle scuole, con l’obiettivo di diffondere “la cultura del rispetto e della solidarietà, soprattutto verso i più fragili”.
Controllo del territorio e qualità della vita
Un altro punto evidenziato riguarda il lavoro svolto in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha portato a una rimodulazione dei servizi sul territorio. L’obiettivo è duplice: prevenire i reati e contrastare il degrado urbano, fenomeni che – pur non sempre riconducibili alla criminalità – incidono sulla percezione di sicurezza e sulle tensioni sociali. “Migliorare la vivibilità delle città – ha spiegato Cannavale – significa anche rafforzare il senso di sicurezza di cittadini e operatori economici”.
I numeri dell’attività nel 2025
La cerimonia è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività svolta nel 2025: 75 arresti e 396 denunciati; 21.403 persone identificate e 8.142 veicoli controllati; 66 avvisi orali e 51 ammonimenti per stalking e Codice rosso; otto Daspo e 15 Dacur.
Sul fronte investigativo: 109 perquisizioni; Sequestri di droga: 1,8 kg di cocaina e 7,2 kg tra hashish e marijuana; Sequestrati nove coltelli e confiscati beni per oltre 19 mila euro
Per la Polizia stradale 17.917 contravvenzioni (per un totale di 2,6 milioni di euro); 171 incidenti rilevati
Attività significativa anche per le specialità. Polizia di frontiera: 11 arresti; Polizia ferroviaria: due arresti e tre denunce; Polizia postale: 43 denunciati e 26 incontri di prevenzione La giornata si è conclusa con la consegna di encomi e riconoscimenti agli agenti, ai sovrintendenti e agli ispettori distintisi nelle diverse attività di servizio.
Dalla cerimonia è emersa una linea chiara: la Valle d’Aosta resta un territorio sicuro, ma la sfida si gioca sempre più sul piano culturale e comunicativo. Ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini, migliorare la consapevolezza dei dati reali e rafforzare la prevenzione sociale sono le leve individuate per contrastare una paura che, spesso, supera i numeri.


pa.ga.



