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A oltre sei mesi dall’approvazione del protocollo sperimentale per la gestione del lupo, la Regione si prepara a cambiare approccio. La novità emerge dalle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse naturali, Speranza Girod (foto sotto), intervenuta oggi in Consiglio Valle per rispondere a un’interpellanza presentata dal capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin.
Il dato più rilevante riguarda la consistenza della popolazione: "I dati aggiornati al 2025 sono ancora in fase di elaborazione, ma supereranno sicuramente i 100 esemplari", ha spiegato Girod, confermando un aumento rispetto alle stime di inizio 2025 (60-80 lupi).
Sul fronte della sicurezza, l’assessore ha chiarito che "non è stato possibile classificare esemplari come lupi confidenti o pericolosi e non si sono verificati episodi tali da rappresentare un rischio per l’incolumità umana". Nonostante ciò, la presenza è sempre più visibile: durante l’inverno si sono registrati oltre 100 avvistamenti in aree urbane e periurbane, un dato ritenuto probabilmente sottostimato.
Per quanto riguarda i danni al comparto zootecnico, nel 2025 si contano 51 predazioni, con indennizzi per circa 46 mila euro, mentre nel 2026 si segnalano già due episodi nel mese di marzo. Sei i cosiddetti “hotspot”, ovvero i territori comunali più colpiti.
La svolta è legata alle novità normative nazionali. Dal 13 marzo il lupo è stato declassato da specie “particolarmente protetta” a “protetta”, aprendo alla possibilità di interventi più incisivi. "È previsto un decreto ministeriale – ha spiegato Girod – che definirà il numero massimo di esemplari abbattibili per regione: per la Valle d’Aosta si parla indicativamente di tre". Un passaggio che consentirà di superare l’attuale protocollo sperimentale e adottare un vero e proprio piano di controllo, da approvare con il supporto di ISPRA, permettendo interventi più rapidi senza autorizzazioni caso per caso. L’assessore ha però precisato un punto chiave: "Non si potrà procedere ad abbattimenti indiscriminati", in quanto resterà il limite massimo fissato a livello nazionale.
In attesa dei decreti attuativi, la Regione si muove su più fronti. È già stata avanzata a Ispra la richiesta di autorizzare l’utilizzo di proiettili di gomma per la dissuasione attiva, da parte del Corpo forestale. "Ispra ha fornito un riscontro informale positivo, siamo in attesa della conferma ufficiale", ha detto Girod. Nel frattempo sono stati attivati servizi di controllo mirati nei quattro comuni più interessati, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Girod ha infine richiamato la necessità di un approccio condiviso: "Mi sono confrontata con gli assessori di Piemonte, Lombardia e Liguria: c’è la volontà comune di portare avanti in maniera coordinata le istanze dei territori montani". E ha aggiunto: "Dobbiamo evitare il populismo, dicendo con chiarezza ciò che si può fare".
Critico Andrea Manfrin, secondo cui la presenza del lupo sarebbe "probabilmente molto superiore rispetto ai dati disponibili". Il consigliere ha richiamato i recenti episodi segnalati sul territorio e le criticità legate non solo alle predazioni, ma anche alla sicurezza: "Ben 20 lupi sono morti in incidenti stradali". Da qui la richiesta di "attivare tutti gli strumenti possibili, a partire dalle misure di dissuasione non letale", per affrontare una situazione definita "reale e sentita" dalla popolazione.
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pa.ga.



