Ambiente | 28 aprile 2026, 07:24

Rifiuti, svolta nella Mont-Emilius; addio molok, meno porta a porta e nuovo sistema con cassonetti smart

Rifiuti, svolta nella Mont-Emilius; addio molok, meno porta a porta e nuovo sistema con cassonetti smart

Niente porta a porta generalizzato, ma una riorganizzazione profonda del sistema di raccolta rifiuti, con l’eliminazione progressiva dei 'molok' e l’introduzione di cassonetti stradali moderni dotati di tessera elettronica. È questa la 'rivoluzione' avviata nell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Emilius, chiarita dalla Giunta comunale di Fénis in risposta a un’interrogazione del gruppo di minoranza 'Fénis en Chœur' (che vale per l'intero territorio dell'Unité).

Uno dei punti centrali riguarda il modello di raccolta: non è previsto il passaggio a un sistema di porta a porta integrale su tutto il territorio. L’attuale organizzazione, individuata anche per testare costi e benefici del servizio su un’area residenziale, non è una fase transitoria ma una scelta coerente con il piano di subATO. Il porta a porta resterà quindi circoscritto ad alcune aree specifiche, come Villefranche di Quart, Nus capoluogo e alcune frazioni più basse, maggiormente abitate e più facilmente raggiungibili, 

Il cambiamento più visibile riguarda la progressiva eliminazione dei sistemi seminterrati, i cosiddetti 'molok'. La dismissione è già iniziata; avviata nel 2025 nella Grand-Combin, è partita dall'1 aprile nella Mont-Emilius a cominciare da Quart. A Fénis e a Nus è prevista tra fine giugno e inizio luglio, mentre a Gressan e Jovençan tra settembre e ottobre. I vecchi contenitori sono sostituiti con cassonetti fuori terra di nuova generazione, dotati di sistemi elettronici e accesso controllato.

La scelta di eliminare i molok, anziché aggiornarli, è motivata soprattutto da ragioni economiche e tecniche. Dai sopralluoghi effettuati tra settembre e novembre 2024 è emerso uno stato manutentivo non soddisfacente, con strutture usurate e difficili da riparare. Inoltre, l’aggiornamento dei sistemi esistenti avrebbe avuto costi quasi paragonabili all’acquisto di nuovi contenitori, senza garantire la possibilità di riutilizzare le componenti elettroniche e con un aumento dei costi gestionali dovuto alla compresenza di tecnologie diverse. Il confronto economico ha evidenziato un risparmio superiore ai 700 mila euro scegliendo la sostituzione integrale.

L’operazione si inserisce in un quadro economico già rilevante: il mutuo per i sistemi seminterrati, acceso nel 2016, vale oltre 5,3 milioni di euro, con un residuo di circa 3,2 milioni al 31 dicembre 2025. I costi della riorganizzazione e della sostituzione dei contenitori saranno coperti attraverso la tariffa rifiuti secondo il metodo ARERA e ripartiti su tutti i Comuni dell’Unité.

Tra le novità più rilevanti c’è anche l’introduzione della tariffa puntuale: una parte della bolletta sarà calcolata in base alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto, con l’obiettivo di rendere più equo il sistema e incentivare la raccolta differenziata. Dal 2028 è prevista inoltre una revisione complessiva del sistema tariffario, con una tariffa unica a livello di subATO.

Il nuovo modello punta su cassonetti intelligenti con tessera, in grado di tracciare i conferimenti e migliorare il controllo del servizio. La qualità sarà monitorata quotidianamente dal Servizio Associato Rifiuti-SAR insieme ai Comuni, con penali previste per il gestore in caso di disservizi, che finora non si sono rese necessarie.

Resta sullo sfondo la questione politica sollevata dalle minoranze, ovvero la scelta di ridurre il porta a porta e investire su un sistema stradale evoluto, pur più tecnologico, scelta che apre un confronto su costi, equità e impatto ambientale del nuovo modello, segnando un cambio radicale nelle abitudini dei cittadini.

pa.ga.