In un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze, la risposta non può che essere una maggiore coesione europea. È il messaggio lanciato dall’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, intervenuto ieri ad Aosta in occasione del 35esimo anniversario della Fondazione Courmayeur.
Secondo Visco, serve un’Europa più unita: l’unica soluzione è davvero quella di essere più compatti, sia sul piano della politica economica sia su quello politico. Più che interrogarsi sulle previsioni future, ha sottolineato, è necessario concentrarsi sugli strumenti per affrontare l’attuale fase di crisi. Bisogna accrescere la cooperazione internazionale, oggi ai minimi storici e capire cosa accadrà con gli Stati Uniti: si tratta di uno shock da cui ci si riprenderà, ma non in tempi brevi.
Per quanto riguarda il rafforzamento dell’Unione, Visco ha indicato una strada pragmatica: non tanto una revisione dei trattati, quanto piuttosto un percorso a geometria variabile, con i principali Paesi pronti a trovare accordi concreti per rispondere al disordine internazionale.
La lectio magistralis dell’economista si è inserita all’interno delle celebrazioni ospitate all’Università della Valle d’Aosta, dove è intervenuto anche il Presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha evidenziato il ruolo centrale della Fondazione Courmayeur – Monte Bianco nel tessuto culturale e istituzionale valdostano.
Si tratta di un’attività radicata e partecipata nella nostra comunità – ha dichiarato – capace di costruire un confronto con altre realtà come l’Institut Agricole, la Fondazione Montagna Sicura, l’Università e l’amministrazione regionale. Un lavoro di rete che ha permesso alla Fondazione di affrontare nel tempo temi ampi e trasversali.
Dagli aspetti giuridici a quelli ambientali, economici e sociali, l’attività della Fondazione si distingue, secondo Testolin, per una profonda attenzione alla situazione geomorfologica della Valle d’Aosta e ai cambiamenti climatici con particolare riferimento alla risorsa acqua, elemento chiave per lo sviluppo economico e il benessere sociale del territorio.
Non solo: al centro del dibattito anche la vita in montagna, con i rischi che comporta, e le responsabilità legate a specifiche attività e comparti economici. Un approccio multidisciplinare che, nel solco di 35 anni di attività, continua a rappresentare un punto di riferimento per l’analisi e il confronto sui temi strategici della regione e oltre.


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