Eventi e appuntamenti | 14 marzo 2026, 14:00

'Votare No al referendum sulla Giustizia per salvare la democrazia'

Lo ha detto il pm della procura di Mlano Giovanni Roteglia, già sostituto procuratore ad Aosta per oltre quattro anni, nel primo dei quattro incontri organizzati ad Aosta dal Comitato per il No

Il pm Giovanni Roteglia e la giudice Giulia De Luca

Il pm Giovanni Roteglia e la giudice Giulia De Luca

“Votare No significa salvare la democrazia”. Con parole molto nette il sostituto procuratore della Repubblica di Milano Giovanni Roteglia, già pubblico ministero ad Aosta per oltre quattro anni, ha aperto il ciclo di incontri pubblici promosso in Valle d’Aosta dal Comitato valdostano per il NO in vista del referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.

Il primo appuntamento si è svolto venerdì sera nella sede di Libera VdA, in via Boson ad Aosta, dove Roteglia ha dialogato con la giudice del Tribunale valdostano Giulia De Luca davanti a un pubblico interessato a comprendere contenuti e conseguenze della riforma.

Nel suo intervento, Roteglia ha criticato duramente alcune delle argomentazioni utilizzate dai sostenitori del Sì, in particolare quelle relative al sorteggio dei membri degli organi disciplinari della magistratura.

Secondo il magistrato, presentare il sorteggio come un ritorno alla “giustizia della dea bendata” significherebbe insinuare che finora i magistrati avrebbero giudicato i cittadini seguendo le correnti interne alla magistratura, un’ipotesi che ha definito “profondamente scorretta”. “Non si capisce nemmeno per quale motivo i magistrati avrebbero dovuto giudicare i cittadini in base alle correnti – ha osservato – visto che i cittadini non hanno nulla a che fare con esse”.

'L’Alta Corte disciplinare strumento intimidatorio'

Il cuore della critica di Roteglia riguarda però l’istituzione della nuova Alta Corte disciplinare, prevista dalla riforma costituzionale. Secondo il magistrato, si tratterebbe di una novità senza precedenti nel sistema costituzionale italiano. “Sarebbe la prima volta nella storia moderna – ha spiegato – che la magistratura non verrebbe giudicata disciplinarmente dal Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica, ma da un organo diverso”.

Una modifica che, a suo avviso, aprirebbe la strada a possibili pressioni politiche sui magistrati. Roteglia ha parlato apertamente di “strumento politico intimidatorio”, sostenendo che l’Alta Corte potrebbe essere utilizzata in futuro contro magistrati ritenuti scomodi dalla politica.

'Una truffa linguistica nel testo della riforma'

Il magistrato ha inoltre indicato quello che considera il punto più problematico della riforma nel nuovo testo dell’articolo 105 della Costituzione. Secondo Roteglia, nel testo si afferma soltanto che i magistrati saranno “rappresentati” nei collegi disciplinari chiamati a giudicare altri magistrati, senza specificare che debbano essere in maggioranza rispetto ai membri di nomina politica.

Una formulazione che, secondo il magistrato, consentirebbe in futuro al Parlamento, attraverso la legge ordinaria, di stabilire collegi disciplinari con una maggioranza di componenti di espressione politica. “È una vera e propria truffa linguistica – ha affermato – perché nel testo non si dice chiaramente che i magistrati devono essere la maggioranza nei collegi disciplinari, requisito minimo per evitare ritorsioni politiche”.

La serata ha inaugurato un ciclo di appuntamenti pubblici con cui il Comitato valdostano per il No intende informare cittadini e cittadine sui contenuti della riforma costituzionale e sulle ragioni del voto contrario.

Il calendario prosegue con diversi incontri sul territorio regionale. Sabato 14 marzo alle ore 18 è previsto un appuntamento all’Hôtel des États di Aosta con la deputata Stefania Ascari, componente della Commissione Giustizia della Camera. Sempre sabato sera, alle 20,30, si terrà un incontro a Pont-Saint-Martin, nella sala polivalente del Palazzetto dello sport, con l’ex procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, il professore di diritto pubblico comparato Roberto Louvin e gli avvocati del foro di Aosta Carlo Curtaz e Nilo Rebecchi.

Domenica 15 marzo alle 18,30, all’Hotel Duca d’Aosta, interverranno la capogruppo del Partito Democratico alla Camera Chiara Braga, l’avvocata e consigliera comunale di Aosta Silvia Caveri e il segretario regionale del PD Luca Tonino.

Roteglia e De Luca torneranno infine ad Aosta lunedì mattina per un incontro con gli studenti del Liceo delle scienze umane e scientifico 'Maria Adelaide', proseguendo così il confronto con il pubblico e con le nuove generazioni sui contenuti della riforma.

pa.ga.