Preoccupazione per il futuro e l’indipendenza dell’Osservatorio regionale antimafia. È quanto esprimono Uniti a Sinistra, ADGA, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Risorgimento Soclalista e Rete Civica Solidale, intervenendo sulla proposta di Legge regionale 10 di quest'anno che modifica la normativa istitutiva dell’Osservatorio permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata in Valle d’Aosta.
Secondo le forze progressiste, l’organismo non dovrebbe essere posto sotto l’egida della maggioranza politica regionale, perché il suo ruolo dovrebbe essere proprio quello di vigilare sui fenomeni di infiltrazione mafiosa anche nei contesti istituzionali e amministrativi. "L’Osservatorio deve essere uno strumento terzo, autorevole e indipendente, non un organismo legato agli equilibri politici della maggioranza di turno", sostengono in una nota congiunta.
Nel documento viene comunque giudicato positivamente l’impegno dell’assessorato regionale dell’Istruzione nel promuovere la cultura della legalità e dell’antimafia nelle scuole. Tuttavia, secondo le forze politiche firmatarie, questa attività potrebbe essere portata avanti anche senza la presenza dell’assessore all’interno dell’Osservatorio, il cui compito principale dovrebbe invece concentrarsi sul monitoraggio di settori ritenuti più esposti al rischio di infiltrazioni: appalti pubblici, grandi opere, diffusione di supermercati e ipermercati e gioco d’azzardo.
Un altro punto critico riguarda il legame tra l’attività dell’Osservatorio e la durata della legislatura regionale. A giudizio dei proponenti del comunicato, la lotta alla criminalità organizzata richiede continuità e stabilità e non dovrebbe dipendere dai cicli elettorali. Per questo chiedono che l’organismo mantenga un carattere permanente e che nella sua composizione sia garantita la presenza di tutte le minoranze politiche del Consiglio Valle.
Infine viene sollecitato un ruolo più ampio per le associazioni civiche impegnate nel contrasto alle mafie in Valle d’Aosta, come Libera, ritenute un presidio fondamentale di legalità e partecipazione, fino a ipotizzare per queste realtà anche la possibilità di presiedere l’Osservatorio.
Le forze firmatarie concludono chiedendo "un ripensamento profondo" della proposta di legge, affinché l’Osservatorio possa restare uno strumento di controllo rigoroso e imparziale "senza confondere controllori e controllati".


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