A Champdepraz la campagna elettorale per il ballottaggio del 29 marzo si gioca sempre più sul terreno della gestione amministrativa e della trasparenza degli atti. Il ritorno alle urne è frutto della sentenza del Tar che ha annullato la proclamazione degli eletti dopo le comunali del 28 settembre scorso, azzerando l’unico voto di scarto che aveva deciso la sfida e imponendo un nuovo secondo turno. Un passaggio nato dal ricorso presentato da un privato cittadino, che ha portato al commissariamento dell’ente fino al voto e che continua a pesare sul clima della competizione elettorale.
In questo contesto, il confronto tra le liste si intreccia con una serie di questioni amministrative che, attraverso accessi agli atti, verifiche e segnalazioni, stanno alimentando il dibattito pubblico. Non si tratta di un unico episodio, ma di più vicende che – messe in fila – pongono interrogativi sulla coerenza tra decisioni politiche, atti formali e gestione operativa.
Tra i temi emersi vi sarebbe la 'contesa' su un fabbricato di proprietà comunale la cui proprietà è 'rivendicata' invece da privati cittadini: superficialità dell'Amministrazione nella gestione della cosa pubblica o abile artificio del privato? Ancora, a far discutere è l’utilizzo di un’area nella quale la destinazione urbanistica consentirebbe esclusivamente lo stoccaggio temporaneo di materiale per finalità pubbliche, mentre da tempo risulterebbero presenti accumuli riconducibili ad attività diverse e ben più 'personali'.
Osservazioni riguardano anche alcune opere realizzate negli anni scorsi e la corrispondenza tra quanto previsto dai capitolati e quanto effettivamente utilizzato in fase esecutiva. Si tratta di aspetti tecnici che, proprio per le possibili implicazioni sulla sicurezza delle strutture e sull’impiego di risorse pubbliche, vengono indicati come meritevoli di verifiche puntuali.
Nel confronto politico trovano spazio anche segnalazioni relative alla gestione di attività economiche e al rilascio di autorizzazioni, così come episodi che chiamano in causa l’utilizzo di beni pubblici. Elementi che, al di là dei singoli casi, contribuiscono a spostare il baricentro della campagna elettorale sul tema del rapporto tra Amministrazione e cittadini.
Resta inoltre aperta la questione del sentiero realizzato con fondi europei e destinato all’accessibilità delle persone con disabilità, già oggetto di attenzione mediatica lo scorso anno. A fronte degli interventi annunciati come imminenti, lo stato dell’infrastruttura continua a essere indicato da più parti come problematico, riportando al centro il tema della manutenzione delle opere finanziate con risorse comunitarie e del rispetto degli impegni assunti.
Particolarmente delicata appare poi la vicenda relativa alla gestione del diritto di pesca nel torrente Chalamy, dove l’attenzione si concentra sulla successione degli atti amministrativi, sulla loro completa tracciabilità e sulla coerenza tra provvedimenti adottati in momenti diversi. La compresenza, nello stesso arco temporale, di misure di tutela ambientale e di affidamenti in concessione viene indicata come un elemento che necessita di un chiarimento formale sotto il profilo amministrativo e contabile.
Nel complesso emerge una richiesta trasversale di accessibilità agli atti e di ricostruzioni puntuali che consentano di verificare la piena corrispondenza tra indirizzo politico e attività amministrativa. Un tema che, inevitabilmente, si intreccia con il significato politico del voto del 29 marzo, nato proprio da un contenzioso sulla regolarità delle operazioni elettorali e destinato ora a trasformarsi in un giudizio complessivo sull’azione di governo del Comune.
Su tutte queste questioni viene sollecitata una presa di posizione dell’Amministrazione, chiamata a fornire chiarimenti nel merito delle procedure seguite e della documentazione disponibile. Una risposta che, nel pieno della campagna elettorale, viene indicata come necessaria per riportare il confronto su un piano politico e amministrativo fondato su dati verificabili.


i.d.



