Cronaca | 27 maggio 2026, 18:00

Lavori sul raccordo per il tunnel del G.S.Bernardo, senso unico alternato fino a novembre

Lavori sul raccordo per il tunnel del G.S.Bernardo, senso unico alternato fino a novembre

Dal 3 giugno al 15 novembre prossimi la società Sitrasb, concessionaria del Traforo del Gran San Bernardo, avvierà lavori di “manutenzione straordinaria e miglioramento sismico” del viadotto 'Ronc', lungo il raccordo autostradale che collega l’Italia alla Svizzera.

Per consentire l’esecuzione degli interventi sarà chiusa una corsia del raccordo di accesso al tunnel, con istituzione del traffico a senso unico alternato regolato da semaforo, così come disposto dall'ordinanza del direttore di esercizio, trasmessa oggi alla Regione e agli organi competenti.

Questa nuova prospettiva dei prossimi mesi preoccupa ulteriormente amministratori pubblici, pendolari e operatori economici della vallata. Comè noto sulla stessa direttrice dall’11 giugno scatterà anche la chiusura per lavori delle gallerie Sorreley e Signayes, nel raccordo tra l’autostrada A5 e la strada statale 27 del Gran San Bernardo, con pesanti ripercussioni previste sulla circolazione verso l’alta Valle e la Svizzera.

La concomitanza dei cantieri rischia di trasformare uno dei principali assi internazionali valdostani in un vero e proprio imbuto viario per oltre un anno. Le deviazioni sulla viabilità ordinaria e urbana di Aosta alimentano timori concreti per traffico, sicurezza e ricadute economiche sui territori della Coumba Freida e dell’intera direttrice del Gran San Bernardo. Nei giorni scorsi anche le opposizioni regionali e diversi sindaci hanno chiesto chiarimenti e misure straordinarie per limitare l’impatto del maxi cantiere.

Sul fronte politico e istituzionale resta inoltre sullo sfondo la tensione mai sopita attorno al futuro del traforo internazionale. Negli ultimi anni il presidente della società svizzera Sisex, Olivier Français, aveva più volte evocato il rischio di una chiusura se non totale almeno parziale del tunnel in assenza di garanzie finanziarie e accordi tra Italia e Svizzera sui lavori di messa in sicurezza (la Svizzera chiede da almeno tre anni 26 milioni di euro all'Italia come parte della spesa per la sostituzione della soletta di ventilazione. Una posizione che, pur legata a questioni tecniche ed economiche, continua ad alimentare preoccupazioni in Valle d’Aosta, soprattutto in un momento in cui la viabilità transfrontaliera appare sempre più fragile e sottoposta a continue emergenze infrastrutturali.

I lavori annunciati da Sitrasb rappresentano un intervento necessario sotto il profilo della sicurezza, ma riaccendono il dibattito sulla necessità di una regia politica e infrastrutturale più ampia per garantire continuità e affidabilità ai collegamenti alpini tra Italia e Svizzera.

pa.ga.