Knapp costruisce un racconto intimo e universale, che ruota attorno al coraggio di assumersi le proprie responsabilità, alla forza dei legami familiari e alla felicità che nasce dalla condivisione. Al centro della vicenda c’è una domanda semplice solo in apparenza: quanto può pesare un nome sulla vita di un bambino?
La storia si apre in una notte di tempesta. Mentre il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie la stanza: è nato il figlio di Cora, che finalmente può stringerlo tra le braccia. Ma quella non è soltanto la notte della nascita. È la notte della scelta. Il bambino ha bisogno di un nome e Cora esita. La soluzione più semplice sarebbe chiamarlo Gordon, come il padre e come tutti i maschi della famiglia, il nome che il marito vorrebbe imporle. Oppure potrebbe scegliere Julian, un nome che ama per il suo significato – “Padre del cielo”. O ancora Bear, il nome suggerito dalla primogenita Maia. Il mattino dopo la tempesta è passata, ma dentro Cora il vento continua a soffiare. Mentre si dirige all’anagrafe, si ferma sotto una grande quercia, stringe la mano di Maia e si ritrova davanti a un bivio: assecondare la volontà del marito o ribellarsi.
Da questa decisione si aprono tre scenari narrativi, ognuno dei quali segue una vita diversa del bambino, a seconda del nome scelto. Tre possibilità, tre destini, tre traiettorie che si sviluppano lungo i successivi trentacinque anni, raccontati a intervalli di sette anni. Perché un nome può essere dono, eredità, promessa. Ma può anche diventare vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire, esprimere amore o potere. E cambiare un’intera esistenza.
Tra i temi che attraversano il romanzo, emerge anche quello della violenza domestica, affrontato con delicatezza e profondità. L’idea nasce dall’ascolto della testimonianza di una donna durante un incontro di un’associazione benefica. Riflettendo sulle conseguenze della violenza e sulla difficoltà di allontanarsi da un aggressore, Knapp ha dichiarato di voler raccontare come le persone possano guarire, ricostruirsi e tornare a vivere una vita significativa dopo esperienze traumatiche.
Tre nomi è un romanzo sulle scelte e sul loro peso, su come un singolo momento di coraggio, di paura o di incoscienza possa spostare l’equilibrio di un’intera vita, proprio come ha scritto il The Guardian. Un libro che invita a interrogarsi su ciò che siamo e su ciò che potremmo diventare, se solo avessimo scelto diversamente.
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