Eventi e appuntamenti | 14 febbraio 2026, 15:05

'Tra luce e grazia', al Museo archeologico l'antologica di Grigory Gluckmann

Ad Aosta la prima esposizione nel nostro Paese di un artista ancora poco conosciuto dal grande pubblico italiano

Un'opera di Gluckmann esposta al Mar

Un'opera di Gluckmann esposta al Mar

Si intitola 'Tra luce e grazia' la mostra dedicata a Grigory Gluckmann, allestita dal 28 febbraio al 2 giugno nelle sale del Museo archeologico regionale-Mar. L’esposizione propone, per la prima volta in Italia, una vera e propria antologica sull’artista americano di origine bielorussa, attraverso una selezione di 35 dipinti che documentano la raffinatezza di un autore apprezzato in Europa e negli Stati Uniti.

Il percorso mette in luce la cifra stilistica di Gluckmann, capace di interpretare in maniera personale il modernismo francese e l’eredità rinascimentale italiana, collocandosi in una posizione autonoma rispetto alle correnti dominanti del Novecento. La sua pittura, intimista e luminosa, restituisce atmosfere sospese, dove la grazia formale si accompagna a una profonda indagine psicologica dei soggetti.

L’allestimento si articola in cinque sezioni tematiche – Caffè e interni, Infanzia, La danza, L’eco del classico e Frammenti di vita – che accompagnano il visitatore lungo la vicenda umana e artistica di un pittore difficilmente classificabile. Dalle scene domestiche ai ritratti di bambini, dalle composizioni ispirate alla tradizione classica fino agli scorci di quotidianità urbana, emerge una sensibilità attenta alla luce e ai silenzi, ai gesti minimi e agli sguardi trattenuti.

Tra i soggetti prediletti spiccano le scene di balletto, che rimandano a un primo confronto con Edgar Degas. Come nel maestro impressionista, anche in Gluckmann l’interesse non è rivolto tanto alla spettacolarità della scena quanto ai momenti di attesa dietro le quinte: figure colte in pause intime, tra fragilità e concentrazione, immerse in una luce morbida che ne accentua la dimensione interiore.

La carriera dell’artista riflette la storia più ampia dell’esilio artistico e della migrazione culturale del Novecento. Nato nell’Europa orientale e formatosi tra differenti tradizioni culturali, Gluckmann attraversa confini geografici e linguaggi pittorici, diventando un esempio emblematico di come l’esperienza dell’emigrazione abbia contribuito a ridefinire la pittura figurativa moderna. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, e la sua eredità continua a essere oggetto di rilettura critica nel contesto della storia dell’arte dell’emigrazione.

“Tra luce e grazia” si presenta così non solo come un omaggio a un artista ancora poco conosciuto dal grande pubblico italiano, ma anche come un’occasione per riflettere su un capitolo significativo della cultura visiva del Novecento, dove memoria, identità e ricerca formale si intrecciano in una narrazione pittorica delicata e potente al tempo stesso.

red.laprimalinea.it