Attualità | 14 febbraio 2026, 14:49

Salute mentale, in Valle aumenta il costo dell'assistenza psichiatrica

La spesa pro capite si attesta a 79,9 euro con un aumento del 37%. Primato anche per Trattamento sanitario obbligatorio-Tso

Salute mentale, in Valle aumenta il costo dell'assistenza psichiatrica

Aumenta in Valle d’Aosta il costo pro capite per l’assistenza psichiatrica, sia territoriale sia ospedaliera. La spesa raggiunge i 79,9 euro per abitante, con un incremento del 37%. A rilevarlo è il terzo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il dato colloca la nostra regione tra quelle con i livelli di investimento più elevati nel settore della salute mentale, in un quadro che evidenzia anche una significativa dotazione di strutture e un ricorso marcato ai servizi. Per quanto riguarda le strutture territoriali psichiatriche pubbliche, la Valle d’Aosta – i cui valori sono disponibili solo a partire dal 2019 – registra i numeri più alti tra tutte le Regioni nel periodo 2020-2023: 4,8 strutture ogni 100.000 abitanti.

Anche sul fronte delle strutture residenziali psichiatriche pubbliche e private il dato è significativo: 6,7 ogni 100.000 abitanti, a conferma di una rete articolata che comprende sia servizi territoriali sia strutture a maggiore intensità assistenziale. Il rapporto evidenzia inoltre che la Valle d’Aosta detiene il primato nazionale per numero di trattamenti sanitari obbligatori (Tso), un indicatore che fotografa le situazioni di maggiore complessità clinica e sociale nella gestione delle patologie psichiatriche acute.

Rilevante anche il numero di utenti presenti nelle strutture residenziali psichiatriche, pari a 11,3 ogni 10.000 abitanti, così come il dato relativo ai pazienti trattati con antidepressivi in regime convenzionato, che raggiunge quota 149,3 ogni 1.000 abitanti. I numeri delineano un sistema che investe in modo consistente nella salute mentale, ma che al tempo stesso evidenzia una domanda elevata di assistenza e un ricorso significativo ai trattamenti farmacologici e ai ricoveri residenziali.

red.laprimalinea.it