Con oltre tre decenni di presenza costante e un percorso artistico costruito con tenacia e indipendenza, l’artigiano di Saint-Nicolas Giuseppe Crestani è tornato a esporre alla Fiera di Sant’Orso, riportando tra i banchi della millenaria rassegna il suo modo personale di intendere la scultura e il lavoro sul legno.
"Partecipo alla Millenaria da 30 anni e ogni edizione è per me una cosa nuova" ricorda Crestani, sottolineando un legame che va ben oltre la semplice esposizione annuale: per lui la Fiera rappresenta un punto di riferimento, un luogo di confronto con il pubblico e con la tradizione artigiana valdostana, ma anche uno spazio di continua verifica del proprio percorso creativo.
La sua formazione nasce in famiglia: il primo corso lo ha seguito con il cugino Franco, ma da lì in poi ha scelto una strada autonoma. "Mi sono formato da autodidatta per avere la massima libertà di espressione e di stile", spiega. Una scelta che nel tempo ha dato forma a un linguaggio personale, riconoscibile, lontano dalle ripetizioni e dalle mode, e sempre orientato alla ricerca.
Per Crestani la scultura non è soltanto tecnica o mestiere, ma soprattutto indagine interiore. "La scultura è trovare lo spirito racchiuso nelle cose in quanto concetti. Idee, sentimenti sono impressi negli archetipi della natura", dice, sintetizzando una visione quasi filosofica del fare artistico. Un processo che non è mai completamente risolto: "L’artista a volte non intuisce appieno il significato intrinseco della natura stessa; la sua anima è protesa verso questo sforzo di conoscere".
Il ritorno di Giuseppe Crestani alla Fiera di Sant’Orso si inserisce così non solo come presenza “storica”, ma come testimonianza di un percorso coerente e ancora vivo, in cui il legno diventa materia da interrogare e da cui far emergere, pezzo dopo pezzo, forme, simboli e domande. Un dialogo continuo tra tradizione artigiana e ricerca personale, che trova nella Fiera il suo palcoscenico naturale.


pa.ga.



